13° e 14° tappa: Triacastela – Portomarìn – Arca

su Camino de Santiago

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23 Agosto ore 12:46
Sulla strada per Sarria (Arden)

O Cebreiro è oramai lontano.
La salita è andata, la fatica mi ha accarezzato dolcemente per tutto il tempo, come direbbe Arden: il mio asino moderno ha voluto essere caricato sulle spalle molte volte, e poche è riuscito a trasportarmi con la forza delle sue sole gambe.

O Cebreiro è una tappa che ho dedicato a me stesso, una tappa che resta e resterà la più importante di questo cammino.

Mentre salivo mi sono chiesto più volte cosa mi aspettassi da questo cammino, e non parlo di cosa volessi per le persone a me care, piuttosto cosa nel profondo credessi di poter ricevere… credo di aver avuto una risposta sulla strada verso O Cebreiro, grazie ad un vecchio belga di nome Arden che mi ha reso partecipe di una sua visione.

Quando l’ho incontrato portavo la bicicletta a mano… lui era lì, fermo, ad osservare le montagne e la natura intorno.

Gli chiedo se aveva bisogno di qualcosa, di un pò d’acqua, di sedersi un attimo… e così cominciò a parlare. Il suo tono di voce, la lentezza con la quale pronunciava le parole, lo sguardo, il movimento della testa… ogni cosa di lui sembra muoversi in armonia con ciò che c’era intorno. Mi disse che il suo passo era di 1Km l’ora (contro i 5 normalmente percorsi dai camminanti) e che in salita scendeva a 700metri… camminava da 10 mesi ed era partito dal Belgio, aveva intenzione di arrivare a Santiago, raggiungere Siviglia e poi Roma e poi ancora altro e altro… aveva di sicuro superato i 60 ed era stato colpito da 3 infarti cerebrali tanto che, mi disse, ad ogni grande città che incontrava spediva una cartolina al suo medico, così che egli potesse farla vedere alle persone colpite da ictus del suo reparto e dirgli: ecco, Arden sta facendo Santiago, anche se siete qui la vostra vita non è finita. E Arden aveva il braccio sinistro non perfettamente funzionale come anche la gamba destra… e camminava da 10 mesi fermandosi ogni 300metri per riposare un attimo.

Poi mi ha concesso l’onore di un saluto especial, perchè ero lì, con il mio mulo moderno, su di un sentiero che anche i camminanti a volte evitavano. Mentre diceva queste cose guardava il cielo con i suoi occhi azzurri, il vento soffiava discreto, le fronde degli alberi danzavano e dietro la superficie dei monti sembrava danzare all’unisono con loro… poi un silenzio innaturale spezzato solo dalla voce calma di Arden: sei arrivato qui, ti sei fermato con me per ascoltare… molti giovani sono qui sul cammino, ma pochi hanno voglia di ascoltare, marciano con la testa bassa, patiscono la fatica e i disagi di un così lungo camminare, ma non si fermano un attimo per tendere l’orecchio ed ascoltare.

Io sono qui ed il Signore provvede a me, quando sono molto stanco manda un ospitalero per accompagnarmi al rifugio più vicino, quando ho sete manda un giovane che mi porge un pò della sua acqua… tu invece sei tra quelli che è venuto per ascoltare la Sua voce, la voce di chi sta in alto, la voce silenziosa che si maschera nel vento… poi si ammutolì, ed in quell’esatto momento il silenzio che c’era intorno fu interrotto da un colpo di vento fortissimo, ed io mi guardavo intorno smarrito, e trattenevo a stento le lacrime, poi ho guardato lui, i suoi occhi azzurri, la pace del suo volto, e lì non sono riuscito a trattenermi ed ho pianto di commozione… alcuni passavano, ero lì da quasi 1 ora, e sembrava che il tempo non passasse più, che si fosse fermato… così come aveva fermato il tempo, Arden lo rifece partire dicendomi: quando raggiungi la vetta, regalami una preghiera, perchè questa notte possa dormire in un rifugio caldo e sicuro.

In quel momento ho avuto la sensazione che provi la mattina al risveglio dopo aver fatto un sogno bellissimo, gli ho stretto forte la mano e con gli occhi pieni di lacrime gli ho detto che avrei fatto non una ma 100 preghiere per lui, e così è stato quando ho raggiunto O Cebreiro.

Ho vissuto un’emozione unica, la sensazione che il cuore fosse diventato più grande e che lo spirito si fosse liberato nel cielo, non ho avuto più timore della salita, del mondo, non ho più avuto paura di nulla nè del mio passato, nè di quello che potrebbe aspettarmi quando rientrerò nella mia quotidianità… forse non riuscirò a portare con me queste sensazioni al mio ritorno, ma di sicuro ricorderò l’emozione che ho provato a sentire la voce di Dio sussurrarmi nelle orecchie: sono qui! E non dimenticherò le parole di Arden, perchè la risposta che cercavo è sempre sotto i nostri occhi, è nel sole che ci riscalda e nel vento che ci dà sollievo, è nel mondo intorno e in tutte le piccole cose che ogni giorno riscaldano i nostri cuori.

Dopo l’incontro con Arden ho scoperto con mio grande piacere che altri due ciclisti avevano scelto il sentiero: Marcos e Tere… abbiamo condiviso insieme la bellezza di uno dei più bei paesaggi che abbia mai visto in tutta la mia vita, e poi un bicchiere di vino in un locale accogliente su a O Cebreiro con Marcos che piangeva per la commozione, perchè anche lui faceva il cammino di Santiago, e anche lui cercava delle risposte insieme alla sua donna… O Cebreiro è la chiave per capire, o almeno lo è stata per me, per Marcos e per Tere… anche se non riuscivamo a comunicare bene per via della lingua, ognuno di noi percepiva la gioia dell’altro.

Poi la discesa, perchè a O Cebreiro non c’erano più posti per dormire, e poi i miei compagni di viaggio mi aspettavano, ed erano arrivati due ore prima di me per l’altra strada. Avrei voluto restare, non so dove, non so come, ma volevo restare in quel posto, tuttavia la gentilezza di Cristina, Andrea, Chiara e Daniela mi ha convinto a restare uniti, chè in fondo avrei potuto trovare la pace ovunque da quel momento in poi… poi c’è anche da dire che caratterialmente ho grosse difficoltà nel dire di no quando si tratta di persone che mi danno affetto e simpatia.

Sono arrivato a Triacastela lungo il percorso del cammino, sempre duro… preferisco quello alla carrettera anche se, dopo la prova della salita verso O Cebreiro, sono stato più volte tentato nel prendere la strada… ma non voglio rinunciare a quello che può regalarmi anche solo qualche metro sul sentiero.

C. C. A e D si sono fermati in un agriturismo a pochi km prima di TriaCastela, non ci siamo capiti ed io sono andato più avanti. A Triacastela non c’erano posti, stavo per rinunciare ad una notte in un posto caldo, anche se il freddo cominciava a farsi sentire pesantemente. Poi ho incontrato Roberto, incredibile, sembra quasi che il destino voglia che a fine giornata
ci si ritrovi comunque. Lui è riuscito a convincere l’ospitalera del rifugio dove dormiva a mettermi un materasso sul pavimento, e così ero sistemato per la notte.

La notte è stato un pò agitata, qui i pellegrini veri sono davvero pochi, ma c’era da aspettarselo, oramai siamo vicini e per prendere la Compostela basta fare 200km se sei in bici o 100km se sei a piedi.

Adesso ho finito di sorseggiare il mio te, sono pronto per andare…

ancora ultreia!

24 Agosto ore 12 – Oltre Portomarìn

E’ proprio vero quanto veniva detto relativamente alle ultime tappe del cammino. La strada ed il sentiero si sono riempiti di ragazzini con zainetto pronti all’abbordaggio delle pellegrine, si è anche riempito di donne acide che ad un tuo saluto rispondono con una smorfia indicando la carrettera, e poi gente da ogni dove che alla fine sta facendosi solo una passeggiata per conoscere persone e poter appendere a casa il quadretto con la Compostela.

Devo ammettere a me stesso, con onestà, che mi infastidisce vedere questo sentiero, prima immacolato e lontano dal porco mondo che conoscevo, contaminarsi della solita banalità che si respira nel quotidiano di ognuno… e poi le facce abbronzate al sole delle loro spiagge, gli occhiali scuri, lo sguardo da fichi di certuni senza neanche lo zaino in spalla… uff… volevo evitare di trovarmi di fronte alla mia quotidianità ancora prima di arrivare a Santiago… fortunatamente ho la consapevolezza che seppur provi questo fastidio, il cammino che ho fatto e che sto ancora percorrendo ha un valore importantissimo per me stesso, a prescindere dal fatto che non vi siano più persone che posso tranquillamente fermare per strada e a cui chiedere come va senza essere ignorato… per questo motivo, in questo momento, il fastidio è andato via…

proseguo… ultreia

ore 17

Finalmente un pò di pace e silenzio. I pellegrini della domenica si sono rintanati nei loro albergue e il sentiero è finalmente solitario, così come lo volevo.

Qualche ora fa un camminante spagnolo, con un viso sereno, mi ha dato una forte spinta con la mano augurandomi Buen Camino. Prima mi ha fermato e mi ha chiesto se ero partito da St. Jean… quando io ho gli ho chiesto come facevo a saperlo mi ha indicato la faccia… e si, il naso scorticato dalle bruciature, gli stinchi pieni di ferite… nsomma, si vedeva, e si vedeva che anche lui era partito dallo stesso punto appena 1 mese prima… in lui però si scorgeva serenità… mi ha fatto piacere incontrarlo, mi sono sentito di nuovo nel cammino.

Mi rendo conto che la coesione, la convivialità tra pellegrini è molto importante, funge da spinta là dove la volontà è più debole ed il corpo ha oramai esaurito le sue energie.

La dimensione del sociale intrinseca nell’animo di ogni uomo ci rende quasi indispensabile la ricerca costante di nostri simili, specie in momenti di difficoltà, anche solo psicologica.

Sono consapevole di essere solo, di non dovermi aspettare nulla da estranei incontrati lungo questo percorso, tuttavia questo mio animo tende alla convivialità, seppur per un tempo limitato e con le giuste pause in cui potermi godere in solitudine il suono delle foglie degli alberi che si agitano ad ogni respiro del vento.

Santiago è vicina ormai, forse mi aspettavo un pò di emozione in più, almeno quanto quella sperimentata sull’Alto del Perdono, alla croce di ferro e, la più grande, sulla salita verso O Cebreiro.

Adesso è tempo che mi metta in marcia… Santiago aspetta.

Ultreia!

Musica nel video: Paul McCartney – Jenny Wren

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

11 Comments

  1. bellissime anche tutte le musiche che hai scelto……sto meditando di intraprendere questo Viaggio ma a piedi….grazie per la tua testimonianza ^_^

  2. [..YouTube..] bellissime anche tutte le musiche che hai scelto……sto meditando di intraprendere questo Viaggio ma a piedi….grazie per la tua testimonianza ^_^

  3. Qui in Germania lo chiamano “Jakobsweg” (“Cammino di Giacobbe”). Passa addirittura dove abito io. E’ ovviamente una rete, non si può dire dove abbia inizio e quasi nemmeno dove abbia fine, anche se Santiago de Compostela è indicato come meta… Una mappa è presente su: de wikipedia org, digitare “Jakobsweg”.

  4. [..YouTube..] Qui in Germania lo chiamano “Jakobsweg” (“Cammino di Giacobbe”). Passa addirittura dove abito io. E’ ovviamente una rete, non si può dire dove abbia inizio e quasi nemmeno dove abbia fine, anche se Santiago de Compostela è indicato come meta… Una mappa è presente su: de wikipedia org, digitare “Jakobsweg”.

  5. ciao Umberto… grazie per il tuo commento però permettimi di dire che hai frainteso completamente le mie parole, se avessi guardato gli altri miei video avresti compreso che la penso esattamente come te, le parole del mio video sono riferite solo agli ultimi 100km nei quali sono stato affiancato da tantissimi pellegrini che avevano tutt’altro spirito di quelli che avevo incontrato sino ad allora, tra i vari commenti ma perchè non te ne vai sulla carrettera, che ci fai qui con noi…

  6. [..YouTube..] ciao Umberto… grazie per il tuo commento però permettimi di dire che hai frainteso completamente le mie parole, se avessi guardato gli altri miei video avresti compreso che la penso esattamente come te, le parole del mio video sono riferite solo agli ultimi 100km nei quali sono stato affiancato da tantissimi pellegrini che avevano tutt’altro spirito di quelli che avevo incontrato sino ad allora, tra i vari commenti ma perchè non te ne vai sulla carrettera, che ci fai qui con noi…

  7. Ho trrovato il tuo video bellissimo…ma, permettimi, rovinato dai tuoi ultimi commenti…il Camino non è i 100, 500 o 780km che si è percorso, il Camino è la crescita interiore che quei 100, 500 o 870 ti hanno dato…ti invito a portare più rispetto per tutti i pellegrini, che hanno fatto del loro meglio!

  8. [..YouTube..] Ho trrovato il tuo video bellissimo…ma, permettimi, rovinato dai tuoi ultimi commenti…il Camino non è i 100, 500 o 780km che si è percorso, il Camino è la crescita interiore che quei 100, 500 o 870 ti hanno dato…ti invito a portare più rispetto per tutti i pellegrini, che hanno fatto del loro meglio!

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