10° e 11° tappa: Cruz de Hierro

su Camino de Santiago

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21 Agosto – Croce di ferro

Il cammino ha deciso di restituirmi gioia, speranza, spiritualità, forza! Solo ieri notte, dopo lo scoramento che mi ha assalito lungo l’ultimo tratto della meseta spagnola, pensavo che la salita sullo sterrato sarebbe stata troppo dura per me, che avrei dovuto prestare attenzione alle parole della guida, agli amici ciclisti, alle stesse frecce gialle che sino ad ora non avevano mai distinto i due percorsi.

Sono partito da Rabanal del Camino infreddolito e depresso, l’ospitalera mi ha regalato una maglietta perchè mi vedeva tremare dal freddo. Andavo, e ad ogni metro che facevo la paura di non farcela, di dover deviare per scegliere la strada asfaltata… ma ancora una forza da dietro continuava a spingermi, ancora le gambe reggevano il ritmo e una parte della mia mente sussurrava: coraggio, la salita non sarà così dura. Mi accorgevo che non era il mio corpo a trattenermi ma la volontà, una voce che da dentro continuava ad urlare: non ce la farai.

E pensavo alla vita, pensavo a quante volte il mondo ti grida che non ce la farai, che i tuoi sogni sono troppo ambiziosi, che il posto ove relegare i sognatori è quello dei loro stessi sogni… e pensavo anche a come mollavo, a quanti giorni ho passato nell’inerte attesa di segni positivi, e a quante volte mi sono rialzato per ritentare, con la testardaggine che mi contraddistingue ma con la stessa paura, con le stesse urla nelle orecchie.

Finalmente raggiungo la tanto temuta salita che non sembrava affatto dura come la declamavano: 8km di terreno pietroso, ma le braccia tenevano, le gambe spingevano, e la mia volontà, il mio desiderio, adesso erano positivi: puoi farcela, lo devi a loro, lo devi a te stesso. E così è stato… prima ho raggiunto un piccolo pueblo, lì credevo di essere arrivato ed ero felice, ma c’erano ancora 2km, ed ancora la preoccupazione di non farcela… e la salita continuava a sembrarmi fattibile fin quando, senza neanche accorgermene, eccola la la cruz de hierro.

Un palo di legno spesso alto fino al cielo con in cima una croce di ferro, con la base sepolta da un mucchio di pietre, ed intorno ad esso, legati per bene, i fardelli dei pellegrini: fotografie, pacchi con dentro chissà cosa, messaggi, compresse di valium, bandiere da stadio, scarpe… preghiere che provenivano da ogni dove.

Sono rimasto un attimo a respirare l’energia di quel posto, poi ho raggiunto la base del palo, ho legato tra loro i fardelli dei miei cari per poi farli passare lungo un laccio che raccoglieva altri oggetti.

Lì ho lasciato anche la mia più sincera ed accorata preghiera.

Non vorrei andare via, vorrei restare qui 1,2, anche 7 giorni… ma devo andare avanti, e così farò.

Oggi il cammino mi ha mostrato il volto di dio, era dietro quei mille oggetti, era tra le nuvole, ed era chino su quel tronco, in ascolto…

ultreia

Musica nel video: Jim Sturgess – Across the universe (cover Beatles dall’omonimo film)

Appendici: Video-documentario sulla Cruz de Hierro su YouTube

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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