10 modi per sopravvivere ad una delusione d’amore

Su gentile richiesta di parti interessate, nonchè per mio personale divertimento, pubblico una guida di sopravvivenza destinata ai soggetti che hanno subito una decisione di abbandono da parte del proprio partner; questo fatto consente agli stessi di entrare a pieno titolo nella categoria di individui affetti da ciò che comunemente viene definita: delusione d’amore. La guida, scritta da un uomo (me medesimo), dovrebbe poter essere applicata a tutte le “vittime” di delusioni d’amore, tuttavia posso garantirne l’efficacia solo su esponenti del sesso maschile. E’ graditissimo da parte dei miei lettori (circa 350 persone che giornalmente visitano queste pagine) qualsiasi intervento che possa essere utile a perfezionare la presente guida. Per farlo è sufficiente cliccare sul link PARERI in fondo a questo articolo.

Ma veniamo alla nostra guida ed iniziamo col distinguere 3 diversi momenti nell’esperienza drammatica che consegue alla fine di una storia d’amore.
Il primo di questi è quello immediatamente successivo all’abbandono, lo chiameremo: fase dei perchè!
Il secondo è quello in cui, rassegnandosi alla separazione, l’individuo tenta di sostituire il partner perduto con un altro individuo dotato di caratteristiche affini, lo chiameremo: fase del transfert!
Il terzo infine è quello della quieta rassegnazione, lo chiameremo: fase delle dolci ricordanze ove in fondo al tunnel si intravede la luce.

FASE DEI PERCHE’
In questa fase colui che subisce l’abbandono viene colto, a giorni alterni, da momenti di disperazione giocosamente conditi da ansia e, nei soggetti predisposti, da veri e propri attacchi di panico. Il soggetto abbandonato cerca continuamente risposte che spieghino la fine del grande amore che fino a poco tempo prima lo univa alla sua compagna, tende ad idealizzare il proprio sentimento ed il partner stesso e a non rassegnarsi alla decisione dell’altro. Il deluso sperimenta su se stesso ciò che in psicologia viene definito Disturbo ossessivo compulsivo (OCD), è incapace di controllare i contenuti della propria mente, la sua attenzione è monopolizzata da pensieri e immagini che la sua volontà non riesce a scacciare (pensa continuamente e senza sosta alla persona che lo ha lasciato).. non a caso, da uno studio della psichiatra italiana Donatella Marazziti, sembra che i livelli del neurotrasmettitore Serotonina siano più bassi del 40% sia in chi ha una diagnosi di OCD sia nei delusi d’amore… c’è di che riderci sopra, no? … e ‘nsomma!
A questo si aggiunga che il deluso manifesta anche buona parte dei sintomi del male oscuro e cioè la depressione: apatia, svogliatezza, senso di vuoto, perdita di interesse verso le proprie passioni, perdita di appetito, insonnia, difficoltà di concentrazione, tutti sapientemente miscelati coi tipici sintomi del disturbo bipolare della personalità che concede ai poveri sventurati il discutibile lusso di sperimentare stati d’animo che alternano sensazioni di euforia, quando ci si trova vicino alla persona amata, a disforia vera e propria (depressione), quando ce ne separiamo nuovamente.

In sostanza questa prima fase evidenzia nel deluso la mancata accettazione del fatto di essere stato lasciato, e non a caso la parola fatto è in grassetto perchè, ricordate, non ci sono ragioni sufficienti perchè un amore finisca… esistono coppie che continuano a stare insieme nonostante problemi apparentemente irrisolvibili: donne che continuano ad amare uomini che le picchiano, uomini che continuano ad amare donne che li tradiscono… gli amori finiscono, e lo fanno quasi sempre senza un valido motivo, anche se al deluso piacerebbe averne uno. Conseguenzialmente al fatto ci sono poi le implicazioni sentimentali e l’incapacità di rassegnarsi alla fine di un bel sogno, specialmente quando prima dell’abbandono le cose sembravano andare meravigliosamente bene fra voi… le pause di riflessione, brevi o lunghe che siano, aiutano molto nell’accettazione del fatto, ma su questo incide molto la sensibilità individuale: molte persone si accorgono che qualcosa è cambiato nel rapporto di coppia e cominciano ad investigarne le ragioni, allora si sperimentano periodi di pausa che solitamente sono molto utili ad entrambi per rafforzare il proprio sentimento o per distruggerlo del tutto, altre persone invece fanno finta di niente, ignorano i campanelli d’allarme (quali ad esempio cali della passionalità, mancato dialogo) per poi trovarsi di fronte all’inevitabile decisione dell’altro.

Secondo i miei studi nati dall’osservazione delle dinamiche relative alla prima fase, sperimentati di persona nonchè tramite osservazione diretta su esperienze vissute da amici, conoscenti, popolo di internet, questa ha una durata che può variare da 1 a 6 mesi, a seconda delle capacità individuali di:
– accettare il fatto,
– assecondare le occasioni di cambiamento che si presentano sulla strada del deluso,
– valutare correttamente il modo in cui una storia finisce (se c’è di mezzo un tradimento o una causa ben precisa, il fatto lo si accetta prima)
– e, dulcis in fundo, sopportare il distacco dal sentimento che ci lega ancora all’altro.

Eccovi i primi 10 modi per affrontare questa prima fase che, anche se più breve rispetto alle altre, è la più problematica. Questi “consigli” sono da perseguire nel loro ordine di successione giacchè ognuno è strettamente dipendente dal precedente e risulta spesso difficile accettare alcune di queste considerazioni se prima non se ne sono condivise altre.

  1. Dominare il tempo:
    Il tempo è una componente estremamente distorta nella mente di un innamorato deluso. Ogni secondo della giornata viene vissuto con un pensiero ossessivo legato all’amore perduto ed alle ragioni per le quali è finita. Questo tipo di percezione non è condivisa da chi invece lascia (abbandona), per l’altro il tempo passa in maniera del tutto normale, nel caso in cui abbia un nuovo compagno, probabilmente penserà a voi quando non è con lui, se invece vi ha lasciato per recuperare il rapporto con la propria interiorità, penserà a voi solo quando si distaccherà dalla sua ricerca… insomma, chi lascia non soffre di alcun pensiero ossessivo e di conseguenza vive il suo tempo con normalità, mentre per voi ogni secondo rivela a fuoco sul cuore l’immagine dell’amore perduto.
    Azione: dominate il vostro tempo, riempitelo di altre cose… scrivete, suonate, dipingete, leggete, ascoltate musica (niente tv, per carità di dio, o film romantici), uscite con gli amici, fate escursioni, progettate un viaggio, prendete un’aspettativa dal lavoro… cercate di restare soli il meno possibile, in questo modo sarà più semplice riempire “di altro” i secondi della vostra giornata… ricordate che qualsiasi cosa l’altro stia pensando, non la pensa alla vostra velocità, se avrà ripensamenti, se avvertirà nostalgia o necessità di discutere ancora, lo farà con tempi molto più lunghi dei vostri. Se riuscite tentate anche di SOSPENDERE IL GIUDIZIO, non prendete alcuna decisione e non fate alcuna considerazione, vivendo il tempo in maniera così alterata potreste decidere di fare un blitz sotto casa dell’amato e pentirvene non appena siete lì, oppurle telefonare o mandare una e-mail e subito dopo mangiarvi le mani per averlo fatto. Lasciate che sia l’altro a fare le sue mosse, senza aspettative di alcuna sorta e senza fretta… ricordate che voi siete dalla parte di chi ha subito la decisione, insistere nelle proprie richieste (anche con tutta la dolcezza e l’amore del mondo) può scatenare forme di intolleranza in chi è ancora convinto della propria scelta, e posso assicurarvi che diventare fastidiosi agli occhi del perduto amore è una cosa che fa soffrire molto. Se proprio non riuscite a stare lontano dall’altro pensate che il gioco non vale la candela, che se una possibilità di tornare insieme esiste, questa non deve essere forzata in nessuna maniera, deve arrivare con naturalezza e spontaneità dall’altro. Da questo punto di vista sentitevi liberi da qualsiasi responsabilità, NON POTETE FARE NULLA per cambiare lo status quo, potete solo cercare di vivere il vostro tempo in maniera più equilibrata e con la minore sofferenza possibile.
  2. Mantenere la consapevolezza di ciò che accade:
    La consapevolezza di ciò che si sta attraversando in termini di emozioni è determinante per riuscire ad affrontare con razionalità gli effetti della prima fase. Se ci si abbandona ai diversi stati d’animo che si susseguono, c’è il rischio di confondersi, di credere che si è ammalati senza rimedio, che si è depressi. Non dimenticate mai che una delusione d’amore è un’esperienza che ogni essere di questa terra ha ahimè provato, tuttavia nessuno è mai morto per questo, nessuno è mai entrato in un tunnel di paranoia infinito anzi, c’è chi giura che una volta superate le tre fasi si diventa più forti e anche più fighi agli occhi delle altre donne.
    Azione: Acquisite la consapevolezza di trovarvi sotto l’effetto di qualcosa di molto simile ad una droga, qualcosa che agisce a diversi livelli e che a volte vi fa stare bene, a volte male e che, solo col tempo, i momenti in cui si sta bene diverranno più frequenti degli altri, fin quando l’effetto non si esaurirà. Acquisite soprattutto la consapevolezza che la sensazione di aver perso la vostra identità è del tutto illusoria e soprattutto transitoria ed è determinata da null’altro che non sia “la dolce abitudine” del condividere la propria vita con un’altra persona.
  3. Accettare la sofferenza:
    La paura di soffrire ancora, specialmente dopo i primi giorni, è sempre presente nella mente del deluso, ancora di più in questa prima fase. Paura di vederla con un altro e soffrire, paura di restare soli e soffrire, paura di non riuscire più a trovare una persona adatta a sè.
    Azione: Accettate la vostra sofferenza, essa è la naturale conseguenza di quello che l’altro vi ha tolto e non potete fare nulla per cambiare questa cosa. Ogni essere umano vive attimi di gioia, momenti di dolore e momenti di serenità, i momenti di dolore fanno parte della vita esattamente come tutti gli altri, sta a voi decidere se soffrire ancora di più per l’incapacità di accettarli oppure rispettarli come parte di voi stessi. Pensate alla sofferenza del mondo, alla disperazione di una madre che perde il proprio figlio in guerra, alle condizioni disastrate di una famiglia in un paese del terzo mondo… fare un paragone tra la propria sofferenza e quelle degli altri spesso aiuta nel processo di accettazione del proprio dolore. Se poi avete la possibilità di esorcizzare la vostra sofferenza attraverso l’arte (scrivere, suonare, dipingere), avete già una grande fortuna e di sicuro saprete dominare il tempo in maniera più proficua per voi stessi.
  4. Evitare i sentimenti di autosvalutazione:
    Molto spesso, e a momenti alterni, capita di darsi la colpa per quello che è successo, si arriva quasi a giustificare l’altro per averci lasciato perchè siamo dei pochi di buono, perchè ci siamo fatti crescere la pancia, perchè non ci lavavamo i denti ogni mattina e perchè non prestavamo attenzione alle sue esigenze… insomma, ci si sente brutti, fragili, piccoli, inutili. So bene che è molto difficile superare queste sensazioni, specialmente se non abbiamo un motivo valido perchè la storia sia finita, allora cerchiamo di ragionare in questo modo…
    Azione: in amore le persone si amano per quello che sono, se ti scegli una lunatica pazza scatenata alcolizzata ma anche bellissima, dolce e con una sessualità travolgente, allora ti prendi tutto il pacchetto, cerchi di sopportare le cose che non vanno mettendole sul piatto di una bilancia insieme a quelle che ti piacciono, allora scendi a compromessi per accettare i lati negativi dell’altro, e lo fai per amore, perchè comunque sia non troveremo MAI NESSUNO UGUALE A NOI STESSI, anzi, molto spesso ci scegliamo gli opposti perchè sono fonte di arricchimento e di compensazione, o forse ci scegliamo le persone che soffrono perchè vogliamo essere i cavalieri senza macchia e senza paura, e questo perchè la nostra mamma ci ha amato tanto quando eravamo piccoli, e noi ricambiamo quell’amore verso la donna che scegliamo… vabbeh, ognuno poi deve fare i conti col suo passato, ma non è importante, qui la cosa importante da capire è che noi siamo OK per quello che siamo, così come lo era l’altro. Le storie finiscono per altre ragioni, finiscono perchè si esaurisce l’amore, e di sicuro non è la pancia, non è la barba lunga, non sono i capelli incolti e il vestire da frikkettone, è qualcosa che cambia negli occhi dell’altro, e a questo punto che si vada pure a cercare quello che gli piace. MASSICCI e INCAZZATI amici miei, è così che bisogna essere, tanto vedrete che la pancia andrà via perchè non mangiate più, che la barba ve la farete tutti i giorni perchè quello che vi resta è almeno piacere a voi stessi, e che diventerete splendidi con tutti perchè improvvisamente avete una voglia infinita di conoscere e farvi conoscere… e lei, comunque sia, non sarà tornata (o si… a volte succede, ma non contateci troppo).
  5. Evitare ogni processo di idealizzazione:
    L’idealismo romantico, quello celebrato dai poeti, è un fenomeno tipicamente occidentale che ha fatto dell’amore una forma di religione secolare fonte di aspettative del tutto irrealistiche. E’ facile credere fortemente che il proprio amore abbia un’origine trascendente, che sia la manifestazione terrena dell’amore di Dio per le sue creature. Assecondando tale concetto, anche dopo un abbandono, ci condanniamo a prolungare la fase di sofferenza e a ritardare l’accettazione della perdita, le persone sono piene di difetti con cui spesso non riusciamo a convivere, se queste hanno preso la decisione di abbandonarci, a maggior ragione facciamo un errore nel continuare ad idealizzare un sentimento a senso unico. Ricordate che quando c’è amore corrisposto le difficoltà si affrontano insieme e mai separandosi, quindi non è che sia l’altro incapace di vedere quella luce che esiste, e per questa ragione noi dobbiamo continuare ad amare perchè così prima o poi la vedrà, l’altro ha preso una decisione magari ragionata nel tempo, ed è sbagliato crearsi l’aspettativa magica che il nostro amore possa cambiare la sua decisione, il nostro amore non cambia proprio un bel niente quando l’altro ci lascia, a meno che non vogliate accontentarvi della sua commiserazione e di parole del tipo: “voglio restare tua amica” oppure “o mio dio, perchè non riesco ad amarti, eppure sei così magnifico” o ancora peggio “sono confusa, vorrei amarti ma non riesco, se tu però avessi fatto questo, o quest’altro, forse non ti avrei lasciato”… brrrr, sentite anche voi un certo freddo lungo la schiena?
    Azione: Sebbene la soluzione possa sembrare cinica ed inaccettabile, una maniera per evitare l’idealizzazione del proprio sentimento è quella di razionalizzare i meccanismi con cui lo stesso sentimento agisce. Shopenhauer, celebre filosofo tedesco, aveva parlato dell’amore come di una sorta di meccanismo di sicurezza messo a punto dall’evoluzione per tutelare la specie dalla propria razionalità. L’amore deve quindi essere irrazionale per assicurare la procreazione e quindi la prosecuzione della specie. I nostri bambini nascono molto vulnerabili e deboli e hanno bisogno di continue cure da parte dei genitori, non è un caso che nella maggior parte delle esperienze la fase dell’innamoramento vero e proprio duri circa due o tre anni, giusto il tempo di mettere al mondo e svezzare un bambino.  L’evoluzione ci ha fornito un potente coinvolgimento emotivo che ci solleva da qualunque pensiero razionale, in modo da prendere una decisione che non è nel nostro interesse ma in quello della specie. La stessa gelosia è uno stato emotivo che può essere visto come un rimedio alle imperfezioni dell’amore, là dove il liberismo sessuale o gli stili di vita alternativi possano minare la stabilità della coppia, allora interviene la gelosia a renderci combattivi verso i nostri rivali, almeno per il tempo che serve per allevare i figli. TRISTE MA PROBABILE! Pensateci bene, o perlomeno valutate la realtà di questa possibilità, specialmente se in questo momento state pensando che il vostro amore è grande come l’amore di dio e che lei è la madonna :)
  6. Ricorrere ai familiari:
    Parlare coi propri familiari, specialmente con mamma o papà, aiuta a superare più facilmente i brutti momenti, ricordate che a parte il fatto che i nostri genitori (o parenti più stretti) sono le persone che hanno più a cuore di qualsiasi altro il nostro benessere, è vero che hanno dalla loro la saggezza dell’età adulta e la capacità di sdrammatizzare stati d’animo che possono sembrarci impossibili da gestire.
  7. Vivere il qui ed ora:
    Vivete sempre il presente, alla giornata, senza curarvi di ciò che accadrà domani. A volte riuscirete, altre no, ma bisogna pur sempre tentare di non pensare al domani, anche perchè, molto spesso, l’idea che avete del domani non è mai reale. Se state bene oggi non è detto che domani sarà lo stesso. Magari dopo aver letto questa guida penserete di avercela fatta, ma il meccanismo che si è innescato nella vostra mente è tale che la coerenza nei pensieri è un’opzione che non vi è concessa, ricordate che la natura tenterà comunque di farvi tornare col pensiero alla perdita perchè facciate qualcosa per recuperare (e così poter procreare ed allevare i figli :). Tenete sempre a mente che la ragione deve dominare sul cuore e lo può fare solo vivendo il presente, perchè non creandoci aspettative sul domani, allora affronteremo le giornate con la giusta energia e senza scoraggiarci.  Nei momenti difficili pensate che non dureranno, e lo stesso pensate nei momenti buoni, in questo modo riuscirete ad affrontare in maniera sana i diversi stati d’animo e sarà meno doloroso affrontarli.
  8. Evitare ogni possibilità di contatto:
    Sebbene ogni attimo della giornata sia condito dall’immagine del proprio amore perduto, lasciare che questa resti nella mente è cosa molto opportuna piuttosto che andarsela a cercare nella vita vera. La sensazione che si prova quando si rivede l’oggetto del proprio amore scatena uno stato di euforia e di esaltazione, purtroppo il prezzo da pagare per questa sensazione è troppo alto se si pensa che per i successivi 2-3-7 giorni non la si vedrà più. C’è un vecchio detto: lontano dagli occhi lontano dal cuore; niente di più vero! Da valutare eventualmente il caso che sia l’altro a volerci vedere, lì la risposta varia da caso a caso, anche perchè non è da escludere che l’altro abbia avuto modo di ripensare alla sua decisione, e per l’amore che vi ha unito è giusto dare 1-10-100 possibilità di poter recuperare… però ricordate, i bla bla bla non servono a niente, se deve parlarvi per ricordare i bei momenti o per giustificarsi, beh che lo faccia davanti allo specchio, se proprio vuole parlare con voi io chiederei chiaramente l’argomento che intende approfondire, anzi, sarei ancora più diretto: se vuoi tornare con me parliamo pure, sennò possiamo stare dove siamo. Per approfondimenti consultare l’appendice dedicata ai ritorni
  9. Assecondare le occasioni di cambiamento:
    La vita spesso ci mette sulla strada delle occasioni che possono aiutarci a superare i momenti difficili e a volte lo fa con una tempestività straordinaria. Queste occasioni possono presentarsi dietro il volto di una donna che ci sorride dal tavolo vicino mentre sorseggiamo la nostra birra al pub, oppure dentro un libro che atterra sotto i nostri occhi sulla vetrina di una libreria, o una canzone alla radio, o ancora la pagina Internet di un monastero che invita chi voglia fare esperienza di Dio a fare un giro da quelle parti, e ancora un’occasione di lavoro, la telefonata di un amico lontano che ci invita a passare qualche settimana dalle sue parti. Insomma, sembra che per il deluso le occasioni di cambiamento siano all’ordine del giorno, molto più di quanto non succeda durante il rapporto. Non so se questo dipende dalla predisposizione del deluso al cambiamento, cosa che lo rende più “ricettivo” alle occasioni, o ad un fenomeno soprannaturale, tuttavia si deve valutare seriamente ogni occasione e sfruttarla a proprio vantaggio. Forse non abbiamo nessuna voglia di sostituire subito la donna amata, ma la soluzione Chiodo schiaccia Chiodo è spesso un’occasione, pur sempre temporanea, di dominare il tempo (vedi primo punto) e far sì che scorra più in fretta, così come un libro che vi appassioni o un viaggio… assecondate ogni occasione, non ponete alcun limite a quello che può distrarvi.
  10. Concentrarsi su se stessi:
    Non a caso questo punto è in coda a tutti gli altri. La caratteristica principale della prima fase è la sensazione di perdita dell’identità, proprio in quanto ci si è abituati a considerarla strettamente legata a quella dell’altro. Recuperare il rapporto con se stessi è qualcosa che avverrà naturalmente, col tempo. Durante i giorni trascorsi a soffrire, spesso si percepirà il senso di questa realtà, in certi momenti ci guarderemo allo specchio e cominceremo a raderci perchè la barba era davvero diventata troppo lunga, faremo una doccia, metteremo una tuta e andremo in palestra per eliminare gli effetti degli alcolici sulla pancia, cominceremo a comprare creme per le rughe, faremo cure anticaduta per i capelli… insomma, pian piano si recupera, e anche se all’inizio la costanza sarà pur sempre un’opzione, vi accorgerete presto che terrete al vostro corpo ed al vostro aspetto più di quanto non abbiate mai fatto quando stavate con lei, questi sono i primi segnali importanti di come l’essere umano sia un animale estremamente adattabile, e di come provveda (coi suo tempi) a ricostruire il prorio io interiore disgregato dalla delusione e da anni di vita di coppia.
CONSIDERAZIONI FINALI SULLA PRIMA FASE
Siete arrivati fin qui quindi le argomentazioni soprastanti hanno stuzzicato interesse e curiosità nel vostro cervello oramai stanco di sopportare il dolore. Mi rendo conto che ogni storia è diversa dalle altre ed è difficile stilare un elenco di comportamenti che possano incontrare l’approvazione di tutti, tuttavia mi preme ricordare ad ogni deluso che sebbene l’ipotesi di rinunciare al proprio amore sia davvero devastante per il “qui ed ora”, è importante mantenere la lucidità mentale ed evitare reazioni violente verso l’altro o verso se stessi, ricordate sempre che chi ha lasciato passa anche i suoi guai, spesso ripensa a quello che è stato tra di voi, ripensa al fatto che magari ha sbagliato, adesso da parte vostra un atteggiamento vittimistico è assolutamente da evitare, questi 10 punti vogliono essere una guida per evitare qualsiasi colpo di testa che vi faccia tornare dall’altro, credetemi è molto più efficace non fare nulla, se vi fa stare bene pensate che se vi ama davvero tornerà, e lo farà senza che voi abbiate in alcun modo forzato nulla, ed è quella la maniera più autentica in cui un amore può ritornare, poi sarete voi a decidere se riprendervelo o meno.

Per il momento mi fermo qui. Nel prossimo intervento toccheremo le altre due fasi, meno intense e problematiche di questo, ma altrettanto importanti per acquisire la consapevolezza di quello che si vive… la conoscenza ci rende liberi!
In bocca al lupo e siate forti!

INTERVENTI SUCCESSIVI

Delusione d’amore parte seconda: la fase del transfert
Delusione d’amore parte terza: la fase del distacco

Soluzioni:
Manuale di Training Autogeno (a cura di R.d.C)

Appendici:
Fenomenologia dei ritorni
Il meccanismo dell’amore
Cos’è l’amore romantico
L’egoismo dell’amore
Distacco Totale
Repetita iuvant…
Gioco Finale
Ma noi, noi quando siamo

Storico Commenti:
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N.B. Per salvare il file sul vostro computer cliccate sul nome dell’archivio col tasto destro e scegliete Salva Link con Nome

Le vostre storie (per inviare la tua registrati qui e comunicami il tuo nome utente):
Filippo: Il decalogo rivisto da Filippo
Sonia: Serviamo il numeroanimabella
Mattia: Nessuno può vedere una lanterna spenta nel buio
Diana: Il capitano del faro e la donna del mareLa rabbia e la speranza
Stefania: L’attesa

Risorse esterne (segnalami il tuo contributo a questo post):
Balliamo da sole: Fotografie e poesie ispirate al post

Randone – La caduta della mia stella

2.306 Pareri

  • Rispondi ottobre 29, 2014

    giovanni

    tutto quanto finisce, inutile sentirsi in colpa e la natura umana. si crea per distruggere. non sono mai stato fortunato con le donne, pero vi dico i soldi aiutano, ma io non voglio una more cosi. le prime volte d innamorati e la cosa piu bella al mondo ma col tempo e non avendo un lavoro e una fonte di guadagno esaurisce tutto. poi sentendo coppie che hanno preso col mutuo case negozi e le loro donne di nascosto fanno sesso col primo che li capita e una cosa penosa, certe volte mi dico ma in che mondo viviamo oppure cosa sta succedendo ??

  • Rispondi ottobre 28, 2014

    Fabrizio

    Ciao a tutti.
    E’ la prima volta che scrivo su questo blog ma ammetto che è da più di un mese che leggo e rileggo i 10 modi e tutti i vostri post.
    Racconto brevemente la mia storia, il 20 agosto sono stato lasciato sentendomi dire la frase “non è colpa tua semplicemente non ha funzionato, voglio stare da sola e ritrovare me stessa”. Relazione di due anni, tutto perfetto, se c’erano discussioni si litigava e poi con un bacio si risolveva. Io 30 lei 31, Lei era Donna per come si comportava e pensava, non come le altre della ns. età, ed io la amavo anche per questo, bellissima, perfetta, semplice, gentile e di buona famiglia. Progettavamo un futuro, tutto svanito. Da quel giorno mi sono completamente annullato e non riesco a trovare più piacere in nulla. La penso ogni minuto e questo non mi permette di andare avanti, Ammetto che in questo periodo sono estremamente sensibile e spesso scoppio in lacrime e mi dico fra me e me “ma che uomo sei dove sono le -biglie-!!!”. L’ho cercata per messaggi, telefonate ma mi ha detto chiaro e tondo che non ha ripensamenti e che ora sta bene! Da questa situazione sono usciti i veri amici che mi stanno accanto (pochissimi 1 o 2, altra grande delusione). Mi do la colpa di tutto, per come è andata a finire, per gesti parole cose pensate ma non fatte, non averla fatta sentire Unica, per non essere riuscito a riconquistarla quando ha preso la Sua decisione. Ora ho deciso di farmi seguire da uno specialista perché non ne posso veramente più. Non per elogiarmi, ma a detta di altre ragazze, mi ritengo un bel ragazzo, alto, bel viso, castano, occhi scuri, nuotatore pertanto fisico molto atletico, si sono presentate diverse occasioni in questi mesi ma Lei…sempre Lei in mente. Purtroppo l’ho idealizzata come la mia Donna perfetta e questo rende tutto ancora più difficile. Devo ringraziare i miei genitori e mia sorella che mi stanno dando un grande aiuto almeno con loro mi posso sfogare e lasciare andare.
    Ora arrivo al punto, racconto cosa mi ha fatto toccare il fondo e che mi ha convinto pure a cercare il vostro aiuto/conforto…per la seconda volta l’ho trovata nel locale (qui di Treviso, di dove siamo entrambi) dove andavamo sempre nei due anni di relazione (la prima volta dopo averle parlato sono uscito in lacrime aggrappato al mio migliore amico, che figura di m…), ma veniamo al dunque, Lei – che voleva stare da sola e ritrovare se stessa – si è presentata con una coppia di suoi amici (che conosco pure io) e tre amici di lui single. Lei non disdegnava affatto le loro attenzioni anzi! Mi sono fatto coraggio e sono andato a salutarla (se non sbatto la testa contro il muro non sono contento), mentre Le parlavo c’era uno di questi ragazzi che continuava a toccarla a chiamarla per andare a bere e Lei di tutta risposta gli sorrideva e scherzava assieme mentre il pirla (IO) Le parlava col cuore in mano. Risultato? Lei è andata a bere con i Suoi amichetti ed io sono scappato a casa a sfogarmi/piangere da mia sorella!! (e anche stavolta mi sono detto ma che uomo sei?!). Ciò detto sono rifinito a toccare il fondo! E penso ma chi è ora? Non è più la Donna che conoscevo io! Chi è questa persona? Che gli piace essere al centro dell’attenzione di questi? Prima quando era con me guai se qualcuno si azzardava a sfiorarla, mi chiamava subito…e ora? Cosa Vuoi fare? Vuoi dimostrami che Tu non hai bisogno di me? Che sei felice e serena lo sapevo già tutti me lo avevano detto ma dovevi proprio mancarmi così di rispetto? Almeno vai dal Tuo amichetto dopo che ci siamo salutati.
    La situazione ormai mi è fuori controllo, non mangio, non dormo, chi mi vuole bene sta male vedendomi così.
    Non so più cosa fare, a questo punto vorrei solo cancellare gli ultimi due anni.
    So che tutto serve per crescere, maturare, ma questa delusione d’amore non riesco ad accettarla, vorrei odiarla ma non ci riesco anzi la amo più di prima, non penso ad altro che a Lei con un’altro al suo fianco. Nonostante tutto se tornasse io sarei qui a riabbracciarla subito!
    Scusate lo sfogo e magari qualche frase sconnessa ma sono parole scritte di getto, Vi ho raccontato tutto con il cuore in mano, sono i sentimenti di un ragazzo/uomo che ha perso la Donna della sua vita (secondo me!).
    Un’ultima cosa, un ringraziamento particolare ad ART per tutto quello che ha creato, perché per me, come credo per tutti i delusi per amore, le Tue parole e questo blog, sono come un timido raggio di sole che cerca di illuminare questa notte buia e tetra che sembra non finire mai. GRAZIE!

  • Rispondi ottobre 21, 2014

    Claudio

    Circa una settimana passata dall’incontro chiarificatore…..penso a lei ancora intensissimamente tutti i giorni anche se in modo nettamente diverso….se prima ogni pensiero era come una lama che attraversava il mio cuore adesso ci penso solo con molta rassegnazione…..i momenti di solitudine sono quelli che mi mettono a dura prova, specialmente la domenica che odio…cosi oggi ho fatto un esperimento…..quando penso a lei di solito associo solo i momenti belli (pochissimi a dir la verita) invece che i momenti brutti e le cose belle di lei invece che i tantissimi difetti. E se invece facessi l’opposto mi sono chiesto? Cosi ho buttato giu una lista di tutti i momenti in cui mi ha umiliato, di tutte le cose che non mi sono mai piaciute di lei ma che digerivo per amore, di tutto quello che ho fatto per lei e cosa salta fuori e incredibile….mi e salita una rabbia addosso che a moneti spaccavo la sedia….. e non solamente nei suoi confronti ma nei miei soprattutto per essere sceso cosi in basso con la mia dignita…..

  • Rispondi ottobre 20, 2014

    Stanimal

    Salve a tutti mi chiamo Daniele e sono svizzero, vi scrivo x avere un po’ di conforto da parte vostra e sentire le vostre esperienze, la ragazza mi vuole fuori di casa a tutti costi, e io non trovo un alloggio da nessuna parte
    Mi a ha detto chiaramente in faccia che non mi ama più, avendo insieme una bambina stupenda di due anni e tre mesi non riesco ha digerire la sua scelta.
    Sono più di due anni che sta sempre col cell. in mano sui vari siti nibiru 2012, siti folli che cambiano le persone secondo me. Dell’altro ieri la scoperta da parte mia che si scrive con un uomo conosciuto in internet,da 5-6 mesi, mi sento traditi 2 volte perché mi ha sempre detto che era una donna, non vi dico il dolore che ho provato nello scoprirlo, anche perché x me è praticamente impossibile controllare il suo tel
    Lei dice che è meglio che vada via perché deve ritrovare il suo equilibrio, ma a sto punto non credo più a niente, vederla col tel sempre in mano mi fa stare male.

  • Rispondi ottobre 19, 2014

    carolina

    PER RAFFAELLA.
    Ciao cara, magari è anche strano questo mandare messaggi ai tuoi, anche se gli viene dal centro del cuore un desiderio nostalgico di loro dovrebbe sapersi trattenere. Comunque, posso anche capire l’intenzione di scusarsi con loro, soprattutto se è stato trattato come un figlio.
    Ma, a parte tutto questo, il punto nodale sei TU, non lui e neanche i tuoi. Voglio dire, a 5 mesi dalla sua dipartita i tuoi pensieri sono ancora tutti convogliati su di lui, su quello che fa o non fa, che gli gira per la testa, perché non si fa sentire, e bla bla bla. Questo è comprensibile, il tempo è ancora molto breve, 5 mesi non sono molti per superare un abbandono, ma voglio offrirti un calcolo che tempo fa mi fece notare Billy e che mi fece riflettere: 5 mesi vogliono dire 150 giorni, 3600 ore, 216000 minuti, 12960000 secondi di dolore: non sei stanca di soffrire? E’ la tua vita, Raffaella, riprendi in mano il tuo tempo!
    Io non ti consiglio di sentirlo per un chiarimento ulteriore: il suo comportamento è eloquente, sparire senza nemmeno una spiegazione tranne il classico ti voglio bene ma non ti amo, che tutti abbiamo sentito, che non vuole dire nulla perché non è sostanziato da nessun riferimento “storico” alla nostra relazione particolare, questo vuol dire non saper affrontare gli altri, non aver neanche da dedicare l’attenzione necessaria, dovuta, alla persona che ha convissuto con te per anni, pure se non la ami più. Non sanno forse neanche bene loro quello che vogliono ma comunque, quel che è certo, è che non hanno neanche la minima idea di come ci si deve comportare alla conclusione di un rapporto, e scelgono la fuga scomposta. Ora, detto questo, c’è anche da dire che noi siamo indifesi di fronte allo tsunami dell’abbandono, dunque anche ci dessero tutte le spiegazioni del mondo la nostra sofferenza non si allevierebbe, è una favola che ci autoraccontiamo. E magari le loro spiegazioni avrebbero l’effetto di farci nascere ulteriori sensi di colpa (se in quella corcostanza avessi detto, se a fronte di questo problema avessi fatto…) che in realtà non hanno alcun senso, perché la verità è che ci si sceglie in due e in due si costruisce il rapporto, nel bene e nel male.
    E’ la voglia di reagire che deve tornarti, perché tanto lui non torna. E poi, scusa, anche se tornasse, sei proprio sicura che lo rivorresti con te un uomo che ti ha detto da un giorno all’altro che non ti ama più, che soprattutto se n’è andato senza nemmeno avvertire il “dovere” di darti una spiegazione? Quale fiducia avresti in lui? Lo rivorresti con te un uomo che si è comportato come un bambino? Io penso che, con un po’ di amore proprio, riconoscendo i nostri bisogni profondi (essere amati, e soprattutto essere rispettati), liberi dal peso del dolore che ci condiziona ogni pensiero, probabilmente risponderemmo di no.
    Il percorso di riappropriazione di noi stessi, di riconquista della nostra dignità di persone, di riconoscimento delle nostre emozioni che sono nostre e non degli altri, è molto lungo e irto di difficoltà e ostacoli, ma a questo bisogna tendere. Non magicamente, a piccoli passi, senz’altro, ma vanno propiziati: cogliere le occasioni di cambiamento, non restare troppo soli, cercare la compagnia di persone con le quali sfogarsi ma anche di quelle con cui non ci si può sfogare (e si deve fare per forza altro, cosa che distrae dal pensiero fisso, all’inizio sono pochi attimi, poi si allungano, e comunque fa bene l’allentamento della morsa in sé), sforzarsi di non lasciarsi andare, fare cose di cui magari al momento non ci importa nulla, ma che poi torneranno utili, iscriversi a un corso di yoga, di tai chi, di danza (io sempre consiglio il tango argentino), di spagnolo, di teatro, o che so io. Fare delle cose, magari le abbandoneremo subito e ne faremo altre, non importa, ma sforzarsi di non rimanere troppo a lungo soli a “cullare” il proprio dolore.
    Ognuno ha una propria vicenda personale che vale per se stessi, ma l’esperienza umana ha anche dei denominatori comuni. Io sono stata abbandonata dopo 15 anni il 24 dicembre scorso, la sera del santo natale!, con la classica frase “non ti amo più” (peggio, più precisamente: “se non riesco a rinunciare alle cose che ti fanno stare male, evidentemente non ti amo abbastanza”, come si trattasse non di sentimenti ma di un sillogismo aristotelico!). In capo a 2 giorni se n’è andato. Ad oggi sono 10 mesi. I primi 3 mesi sono stati un incubo di dolore acuto, i successivi 3 sono stata sotto l’effetto di un’anestesia emotiva che mi preoccupava non meno, il cuore trasformato in un deserto. Non li ricordo neanche benissimo, tutto è dilatato come in un film al rallentatore in cui i protagonisti erano solo me stessa e il mio cervello impantanato in un circolo vizioso compulsivo in cui non solo mi facevo mille domanda ma anche continuavo, in perfetta solitudine, la dinamica relazionale con lui, gli ponevo domande, costruivo discorsi, come se stessi ancora parlando con lui. A pensarci bene oggi, qualcosa che assomiglia alla follia, se la follia è lo scollamento dalla realtà, la separazione fra il pensato e il vissuto. Ho cominciato a stare meglio da giugno, attuando un no contact totale. Durante l’estate, nonostante mi trascinassi come un ectoplasma senza consistenza corporea, qualcosa è scattato in me. Un recupero di volontà di vivere. Un accorgermi degli altri. Un riaccorgermi della semplice esistenza degli altri uomini, una capacità di volgere sguardi “sessuati” su di loro (senza riuscire ad avvicinarli, ma con una qualità diversa dello sguardo). Un desiderio di avere amici non solo per sfogarmi dei miei guai, ma per condividere esperienze ed emozioni. Un ritorno alla vita, insomma. Per quanto acciaccata, dolorante, sfiancata.
    Ho 51 anni, non sono una ragazzina, ma era da tanto tempo che non mi capitava che qualcuno (amici, amiche, uomini interessati) mi dicesse: come stai bene, oggi sei proprio bella! Così ho scoperto, senza che mi fossi bene resa conto della strada che avevo già percorso per trovarmi lì in quel punto, che la vita era continuata, che la vita continua, e che io non ho affatto voglia di percepirmi in eterno come una vittima della “cattiveria” dell’uomo che ho tanto amato e che però, nonostante questo, ha scelto di andarsene. Auguro alle altre che avranno a che fare con lui miglior fortuna. Io adesso, per un milione di anni, ho da fare un momento.
    Un abbraccio.

  • Rispondi ottobre 17, 2014

    Claudio

    Aggiornamento:

    Dopo quasi un mese dall’esser stato lasciato con un messaggio l’altro ieri ho avuto un super momento no, e bastato restare solo una sera senza programmi a casa per entrare in crisi. Notte insonne e giorno dopo la contatto dicendole che la passero a trovare dopo lavoro. Lei all’inizio rifiuta ma di fronte alle mie insistenze cede con la promessa di 15 minuti di chiarimento. Da premettere che non sapevo bene se l’incontro mi avrebbe aiutato o no, ma sapevo solamente che il mio corpo aveva raggiunto il limite di spoortazione di fronte ai continui perche e “se avessi fatto questo”….essere lasciati senza avere un confronto diretto e una cosa che non auguro a nessuno perche il continuo pensiero ti logora l’anima…..credo cambi da situazione a situazione ma io non ho mai rotto con qualcuno odiandolo….semplicemente non e nella mia natura…. Quello che mi aspettavo era un classico tiro al bersaglio in cui lei mi diceva tutte le cose brutte che avevo immaginato ed alimentato nella mia testa in questo mese cossicche finalmente da parte mia non ci fossero stati ne piu se ne ma ed avrei potuto iniziare la mia risalita fondata sul rancore……ed invece no….mi e subito chiaro che i veri motivi della fine sono quelli che ho sempre saputo e che mi hanno convinto a essere distante per spingerla a lasciarmi…..il fatto che lei non era innamorata di me e che cmq sarebbe partita in ogni caso a Febbraio per il suo anno sabbatico, tutti motivi perfettamente logici e per il quale noi non abbiamo mai avuto veramente un futuro…..l’ho saluta dicendole per la prima volta quello che ho sempre avuto paura di dirle per non perderla….che l’avevo amata dal primo giorno in cui ci eravamo conosciuti……..stranissima sensazione dopo averle detto addio credevo di scoppiare in lacrime ma non riuscivo a piangere e mi sentivo come narcotizzato….non sentivo niente.

    Non so se questo mi sia servito e ve faro sapere tra 15 giorni…1 mese…. ma mi sento piu sereno di giorni fa…triste si ma cosciente di aver fatto tutto cio in mio potere per valutare correttamente il modo in cui questa storia e finita…..ed andare avanti…guardare avanti…..spero tutto questo mi aiuti a capire chi sono veramente e cosa voglia dalla vita……con la grande lezione che certe volta amare non basta…incontrare la persona giusta al momento giusto che provi i tuoi stessi sentimenti e come vincere alla lotteria e se anche dopo questi momenti brutti si ha sempre la speranza non e detto che tocchi a tutti.

  • Rispondi ottobre 17, 2014

    raffaella

    salve a tutti!!!
    Aiuto! Tre giorni fa il mio ex ha mandato un messaggio ai miei genitori dicendogli che gli mancano e che gli vuole bene, prima di questo c’è stato solo un altro sms un mese fa dove chiedeva scusa a tutti e chiedeva scusa soprattutto del comportamento avuto. Sono 5 mesi invece che da quando mi ha lasciato, con il ti voglio bene ma non ti amo, con me non si fa ne sentire e nè vedere. Sono giorni che penso di chiedergli un confronto ma so che non mi servirà a nulla perchè non sarà in grado di rispondere a “dovere” a tutte le mie domande. Il fatto che lui mandi messaggi ai miei è una cosa che mi irrita molto, lo sapeva che lasciata me avrebbe lasciato anche la mia famiglia quindi mi chiedo cosa diavolo vuole?! e poi gli mancano solo loro?
    Non so cosa fare, desidero rivederlo desidero parlare con lui, desidero cercare di capire ma nello stesso tempo non voglio cedere, non voglio che pensi che ancora il mio cuore appartiene a lui, non voglio arrendermi nel lottare. Dopo 6 anni sono stata lasciata dall’oggi al domani senza avere l’opportunità di ribattere. Lui ha deciso punto e basta non mi ha dato l’opportunità di dire nulla, ho dovuto accettare(ma si può notare che ancora non ho accettato nulla), ho dovuto sforzarmi nel non chiedere, nel non domandare, nel non vederlo. Non ce la faccio più ho bisogno di chiarimenti ma forse ancora è troppo presto non vorrei, dopo, stare ancora più male.
    Non capisco il perchè di questo suo atteggiamento, il perchè si faccia sentire con i miei mentre io gli sono indifferente. Non capisco nulla, mi sento persa, vuota, senza voglia di reagire.

    • Rispondi ottobre 17, 2014

      iris

      Cara Raffaela,
      capisco benissimo che la cosa ti crei un sacco di “fastidi”, irritazione, rabbia, delusione.. e tutta una serie di altri sentimenti.
      Il perchè l’abbia fatto con loro e non con te, non lo sai, e francamente non ne capisco il motivo. Anche il mio ex era molto legato alla mia famiglia che l ha sempre trattato come si doveva, ma se dovesse farsi sentire con loro e non con me, io sarei un uragano…, quindi ti capisco.
      Ma non penso che chiedere un chiarimento a lui, in questo momento, sarebbe la scelta migliore per te. Comprendo bene i sentimenti che provi, anche a me dopo 5 anni bellissimi si è svegliato un giorno dicendomi che i sentimenti erano cambiati, il mondo è crollato, la terra ha iniziato a girare velocemente e io sono stata spazzata via, non avendo il tempo nemmeno di aprire bocca. Oggi stavamo insieme, domani nulla. io che toglievo le cose da quella che sarebbe dovuta essere la nostra casa per un futuro insieme, il nostro nido. E poi più nulla.
      Certo non te ne fai una ragione, non hai una risposta alle mille e oltre, infinite, domande che tutti i giorni ti poni. In alcuni momenti, ho scritto a lui, chiedendo, e chiedendo e ancora altre domande, ma nulla, le sue risposte o non c’erano o non avevano senso. Molto probabilmente non lo sanno bene nemmeno loro, e quello che ho capito, sbagliando più volte a insistere, è che loro non hanno le risposte che ci servono per andare avanti.
      Dobbiamo trovare la forza dentro di noi, perchè la forza ce l’abbiamo ancora, solo che ora siamo troppo concentrare a sentire solo il sentimento del dolore, del vuoto, della rabbia per percepire tutto il resto. Siamo dentro a questo vortice e ci facciamo trasportare senza fare resistenza.
      Ecco, bisogna reagire, vuoi o non vuoi, dobbiamo abituarci a questo nuovo cambiamento e dobbiamo cambiare la nostra vita e le nostre abitudini. Non possiamo fare altro. Stiamo sprecando fin troppo tempo chiuse dentro di noi a pensare solo a lui, a noi, a quello che eravamo, a quello che potevamo essere, a come stiamo male, a quanto ci manca, a quanto ci sentiamo vuoti, a quanto non sappiamo più come fare e come farlo.
      STOP, BASTA.
      Cerchiamo di alzarci e vediamo come va, Un passo alla volta, giorno dopo giorno, e vediamo come va.
      Cerchiamo di cogliere ogni spiraglio di cambiamento.
      Ce la possiamo fare.
      Dobbiamo solo iniziare a voler più bene e a credere in noi stessi.
      un abbraccio grande.
      Un saluto a tutti.

    • Rispondi ottobre 17, 2014

      Daniela

      Un consiglio crudo ma probabilmente vero FUGGI è probabile che di “LA” le cose non siano esattamente andate come previsto
      Un abbraccio Daniela