6 – Mariposas: Gernika/Lezama

su El Camino Norte de Santiago

 SETTIMO GIORNO
Mariposas
7 Settembre 2012
Gernika – Lezama / 23,4Km

Goikoelexalde ore 16:30

Dopo la disavventura di ieri mi ero ripromesso una tappa di tutto riposo, ma sono stato troppo ottimista e per la seconda volta malamente organizzato, e così con i tuoni in testa ho dovuto affrontare cinque chilometri di salita senza un goccio d’acqua, prezioso elemento che neanche le 10 barrette al cioccolato e le diverse buste di frutta secca che avevo comprato a Gernika potevano sostituire visto che, a quanto pare, noi esseri umani abbiamo anzitutto bisogno di liquidi.

Eppure non è così difficile organizzarsi per bene, basta riempire la borraccia in una qualsiasi fonte (che sia affidabile naturalmente) o incontrare un fattore che ti metta a disposizione il rubinetto esterno della sua casa, ma sulla mia ricorrente inabilità a gestire una così semplice questione dovrei chiedere al mio cervello che credo sia talmente abituato ad avere tutto ciò che è essenziale (enonsolo quello) da non riuscire a realizzare che sulla Via nulla è così scontato e che ogni occasione di “rifornimento” dovrebbe essere colta senza alcuna aspettativa magica.

Il Cammino è sempre meraviglioso ma a causa della mia pigrizia mentale sono riuscito a rivivere le brutte sensazioni della mia avventura da desaparecido del giorno prima, e così altre 4 ore ininterrotte di scalate e discese hanno messo a dura prova sia la forza di volontà (già precaria) che l’equilibrio mentale (sul punto del collasso).

Nella mia follia da pellegrino deluso di se stesso ci sono stati momenti in cui non riuscivo a staccarmi dal pensiero che le beneamate frecce gialle mi stavano in realtà prendendo per il culo e che mi sarei presto o tardi ritrovato faccia a faccia con quella triste considerazione con la cabra negra che, tra una risata sguaiata e l’altra, mi ripeteva: te l’avevo detto io di tornartene a casa, ora muori! 

E’ sempre la solita vecchia storia, mi basta fare un’esperienza negativa ed il giorno dopo non faccio altro che mettere in atto tutte le condizioni per ripeterla. Questo è il mio modo tutto speciale di trattare le delusioni, adattato perfettamente anche alle relazioni sentimentali dove faccio in modo di fallire miseramente perchè è così che alla fine andrà, o almeno così va nel mio pensiero malato dove la cabra negra domina incontrastata.

Oggi, non appena ho sentito le labbra secche mi sono subito detto: eccoci, per la seconda volta mi sono fottuto da solo, evidentemente non sono capace di autogestirmi come credevo. Ed è stato come tornare a casa, quel posto orribile dove un poliziotto fascista mi ha spinto in questura insistendo sul fatto che ero un drogato spacciatore mentre il giorno prima il tizio del mercato mi aveva rifilato limoni duri come pietre a prezzo d’oro, per non parlare poi di quel tale che sembrava la persona più onesta del mondo e che, pronto a portarsi la chitarra di un amico, mi aveva contato davanti agli occhi 1.200 € per poi lasciarmene in mano solo 1.100 con una destrezza degna di Udinì e la sfacciataggine di insinuare che ero io a volerlo fottere. Quel pianeta lontano anni luce chiamato “vita reale” era tornato con tutta la sua merda, ed io mi sentivo troppo debole per cambiare le cose, come il giorno in cui la mia donna è diventata più fredda ed io ho pensato: ecco, anche la mia ex ha fatto la stessa cosa e dopo due giorni aveva un altro.

Insomma, per un katz di prurito alle labbra ero piombato in un universo schizoide e pernicioso degno del dio di tutte le cabras negra, un mondo di merda che sarebbe stato facile far sparire semplicemente con un sorso d’acqua. Eppure la fonte era lì, prima di salire, ma non l’ho presa perchè la borraccia era ancora mezza piena, e poi l’ho anche trovata sulla cima del monte, c’era un albergue per pellegrini, ma lì ho detto: non li voglio disturbare, tanto più avanti la trovo di sicuro… insomma, sembrava che stessi facendo di tutto per trovarmi nelle condizioni di ieri, ma la Via era giusta, non c’era alcun rischio di perdermi, stavo seguendo le frecce, non erano tantissime ma c’erano, e comunque non c’era bivio che non fosse ben segnalato quindi anche andando avanti per chilometri senza una freccia, potevo fare affidamento sul fatto che se ci fosse stata una deviazione avrei trovato il mojon a segnalarla… ma no, la cabra negra mi costringeva sempre a pensare che stavo rivivendo l’esperienza di ieri, che la Via mi aveva tradito.

Fortunatamente ho sempre a bordo un pò di quel mio sano ottimismo, o forse quella tensione al controllo che innesca un meccanismo di protezione tutte le volte che arrivo al limite. Oggi questo meccanismo ha preso un nome ben preciso: mariposa, una bella parola spagnola che in italiano significa farfalla.

Ho ricordato la mia esperienza sulla Via francese dove Roberto ha più volte osservato che le farfalle erano indicatori del fatto che stavi sulla giusta strada. Ho provato a rifugiarmi in questa visione magica e mi sono sforzato di avere fede così, ogni qualvolta appariva una freccia gialla mi ripetevo: hai visto, devi avere sempre fede nelle farfalle, loro ti accompagnano sulla Via come spiriti buoni.

A volte credo d’essere  fortunato ad essere come sono, credo anche che in questo c’entri molto l’affetto che ho ricevuto dalla mia famiglia e tutto quello che ricevo ancora dalle persone cui sto a cuore. Non sono in tanti ad essere capaci di affrontare le difficoltà senza cadere nello sconforto e gettare la spugna, probabilmente nella mia “vita reale” rinuncio facilmente alle occasioni di felicità ma di sicuro nessun fallimento è riuscito a buttarmi così a terra da rendermi incapace di rialzarmi.

Ciò non toglie che su molte cose ho gettato la spugna, ho creduto che la mia relazione sarebbe andata a puttane e non ho fatto nulla per cambiare le cose, ho lasciato che mi portassero via il lavoro e non ho fatto niente per trovarne un altro dando la colpa alla città che abitavo, ho perso la fiducia negli uomini credendo che ogni rapporto è basato sulla convenienza… insomma, difficile poter vedere le farfalle su di un percorso che consideri sbagliato.

Il punto è che nella vita non c’è una strada sbagliata, ogni direzione che prendi è frutto delle tue scelte o delle tue non-scelte… forse al principio una scelta può sembrarti sbagliata e poi, nel lungo termine, rivelarsi la migliore che potevi fare (come anche confermarsi una totale cazzata), comunque vada una scelta sbagliata può comportare altre scelte che al contrario sono giuste e che non avresti mai considerato se prima non avessi sbagliato strada… insomma, gli errori li facciamo tutti, vanno solo accettati e bisognerebbe solo imparare da essi e mai buttarsi giù, perchè una salita nel nulla può anche portare ad un pueblo con 10 case ed una taberna dove una signora gentile ti offrirà una brocca d’acqua ed un bocadillo con tortilla d’asparagos, basta solo incontrare le farfalle.

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Musiche nel video:
Franco Battiato – Auto da Fè
https://ilmondodiart.com/wp-content/uploads/2012/11/02-Auto-Da-Fe.mp3

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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