What a Wonderful Way!!

su El Camino Norte de Santiago

Se prendiamo la nostra “vita reale” ed  i parametri che solitamente utilizziamo per misurare il tempo per poi confrontarli con la “vita magica” che si sperimenta sulla Via, 40 giorni di Cammino sono tanti. Ogni singola ora sulla Via equivale a mezza giornata di “vita reale”, ogni giorno a 10 di ordinaria quotidianità; dopo qualche riflessione credo di aver trovato la ragione di questo.

Normalmente nella nostra vita ci troviamo ogni giorno sotto assedio della cabra negra: i politici non vanno, il lavoro non c’è, bisognerebbe scappare dall’Italia, quanto mi manca avere una persona accanto etc etc etc. Probabilmente non ce ne accorgiamo neppure ma passiamo la maggior parte del tempo a lamentarci, il resto a lavorare e forse una o due volte la settimana ci concediamo qualche ora di finto relax con degli sprazzi di “qui ed ora” continuamente disturbati dai pensieri sopra citati. In tutto questo gran da fare che abbiamo, è davvero poco il tempo che dedichiamo a “sentirci” nel mondo, a godere della nostra esistenza, ad apprezzare un tramonto senza pensare ad altro che alle sfumature cangianti di colore che si disegnano nel cielo, sprechiamo ogni attimo della nostra giornata concentrati sui mal di pancia che ci assillano o alienati in un lavoro che non ci piace ma che dobbiamo fare per forza.

La Via è un’altra cosa, ti senti presente in ogni momento e tutto questo è possibile grazie agli odori, alle immagini, alle continue suggestioni che ti assalgono dietro le ali di una mariposa. Sulla Via la cabra negra ti fa sorridere, il vento accompagna le sue urla fino alle tue orecchie per poi spargerle lontano dove il canto degli uccelli è sufficiente a coprirle del tutto.

Vorrei tanto poter fare lo stesso adesso, ma riesco solo ad annegarmi nei ricordi, sfogliare le oltre 22 ore di video e le fotografie alla ricerca di quella luce negli occhi che mi ricordi ciò che conta davvero e cioè… ultreia, andare avanti col sorriso sulle labbra perchè sei felice di esistere, e fanculo la cabra.

In queste settimane ho già montato e pubblicato i primi sei giorni di Cammino, ho passato intere giornate a selezionare le parti che ritenevo utili alla comprensione della giornata cercando di trasferire il senso di ogni singola tappa. Credo di aver fatto un buon lavoro ma oggi ho sentito il bisogno di guardare le riprese senza pensare alle cose che bisogna tagliare e a quelle da selezionare, guardare per il puro piacere di farlo… ed è stato il momento in cui mi sono imbattuto in una ripresa che mi ha fatto Diego, un pellegrino incontrato a Santander col quale in poco tempo ci siamo trovati talmente in sintonia da condividere la Via per i giorni a seguire fino a Cadavedo.

Nel video ci sono io che eseguo Over the Rainbow in medley con What a Wonderful World… l’ho fatto tantissime volte ma questa è l’unica di cui ho la ripresa integrale.

Mentre mi guardavo e ascoltavo, tral’altro l’esecuzione non è delle migliori perchè camminavo e perchè ero stanco, ho pensato a come questo brano abbia collegato tante persone tra di loro. “Tu sei el trovador del camino, mi suoni la canzone del Mago di Oz” mi dicevano quando arrivavo all’albergue. Ed io che pensavo: ma com’è che si è già sparsa la voce, sono solo 10 giorni che sono qui. E poi l’incontro con Josetxo, Juan Pablo, Josè, Juan Claude e tutti gli altri… ogni sera era obbligatorio fare questo pezzo, ed ogni sera incontravo altre persone che si avvicinavano e tra questi alcuni sentivano anche il bisogno di confidarmi la loro storia legata a quella canzone. Del medley sono nate due versioni, quella tradizionale con il ritmo a levare, ed un’altra arpeggiata con un canto quasi sussurrato, quest’ultima la facevo all’albergue quando si spegnevano le luci e la arpeggiavo ad libitum fin quando non sentivo i primi pellegrini russare.

Mi ha molto colpito aver strappato lacrime di commozione a Gonzales, al camping vicino Gijon, che ha chiamato sua madre per farle sentire come la interpretavo in versione soul, e prima a Guemes con Auri Vizu, Josè e tutti gli altri quando il cantautore danese Olè ha preso la sua chitarra colorandola di country mentre Josetxo l’abbelliva di fraseggi col suo guitalele, e vedere il sorriso di Nina e Franciska che cantavano con me e Josetxo ad Islares l’ultima sera, per portarla nel cuore  il giorno dopo in Germania come ricordo del nostro incontro, ed ancora i momenti incantati sulla via dove al riparo dal vento, prima di arrivare a Deva, condividevo la magia del Cammino con Diego, Luis e Bea e prima di entrare in Galicia, a Tapia de Casariego, dove Ana mi spiegava che con la stessa canzone Martina e Luis si erano incontrati, che ha fatto piangere il canario Antonio e che la stessa Ana presa dalla commozione aveva detto ti voglio bene alla sua amica Carolina, persone straordinarie che ho incontrato e Conosciuto anche solo per pochi giorni ma che porterò dentro di me per sempre.

Ecco… ho raccontato in poche righe solo una piccola parte della magia che mi ha regalato il Cammino e che mi sembra di aver vissuto in un anno di vita ed una vita fa.

Grazie a Diego che ha ripreso uno di questi momenti, voglio adesso condividerlo con i miei lettori, augurando a me stesso e a tutti quella pace che ci serve per affrontare con una risata sguaiata le incursioni della cabra negra.

[vimeo 65447336 w=620]

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

1 Commento

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.