tra il sogno e la realtà

su Diario

Ci sono risvegli difficili da completare, momenti del sonno che proseguono anche 10-30 minuti dopo esserti svegliato, attimi infiniti in cui hai bisogno che qualcuno ti indichi la realtà delle cose che ti stanno intorno perchè non sei sicuro di esserti completamente svegliato e soprattutto senti ancora la presenza di quell’altra tua identità che chissà quali insidie porta con sè.

E’ notte, il momento meno opportuno per sperimentare questa temporanea dissociazione: le palpebre sono ancora pesanti, la tua donna riposa serenamente, persino Catania si sente appena. Bisogna sforzarsi un pò, allontanare la paura d’essere solo con qualcun altro: eccomi, sono davanti allo schermo che mi accompagna ogni giorno, con questi tasti neri e tanti caratteri bianchi che stento ancora a mettere a fuoco.

Cos’è successo? Una casa, tanti amici. Vito ha deciso di indossare una maschera d’elefante, ci propone una preghiera e bisogna connettersi con il cavo seriale di una scheda madre, sdraiarsi in un angolo e sperare di sfuggire all’avvento di Shiva. Qualcosa o qualcuno fa breccia nella mente, è un nome, Coretti… corro nella stanza con Salvo, c’è un letto e una culla: finalmente i ragazzi hanno avuto un figlio loro, il lenzuolino ha il colore del cielo di notte, le stelle ricamate splendono di luce propria.

Un muro di spettri si contende l’anima di un bambino non ancora nato, e sono sicuro, Shiva saprà accompagnarlo, ma è bene lo guidi per bene perchè non ho alcuna intenzione di farlo entrare nella mia testa, ho già sufficienti casini senza che ci si metta qualcun altro.

Respiro, bevo un sorso d’acqua, in un momento gli alti infissi sono spalancati, l’Etna dorme, qualche ubriaco sbraita parole incomprensibili. Uff, una doccia fredda è quello che ci vuole, ma farebbe preoccupare Veronica, mi accontento di un pò d’acqua in faccia e di una sigaretta, torno ancora fuori: respiro.

I gatti sono impassibili, non c’è nessuno fuorchè me, se così non fosse, se ne accorgerebbero, comincerebbero a fissare il vuoto e a miagolare senza sosta. Un ricordo gentile dolce/amaro del passato mi concede quella serenità che basta: fintanto sarò pensato, qui ed ora, più lesto il processo di risveglio mi allontanerà da quel brutto essere col cappuccio rosso che vorrebbe essere mio amico e che questa notte mi ha strappato dal sonno con eccessiva prepotenza.

Portano via la spazzatura, è meglio che faccia pulizia in fretta per quando il furgone raggiungerà questo lato del palazzo. Sento stridere le sue ruote… perdonatemi, sarò da voi tra un instante.

Sette sacchi neri, due scatoloni e tanta plastica bianca ammucchiata sul fondo. Mi bevo una Moretti alla faccia del Coretti e torno a letto.

Buona notte, a me e a tutte le persone che amo.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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