il pezzente

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Questa notte mi è ostile, gli schiamazzi di certa gioventù hanno costretto il sonno a fuggire e così ho raccolto i miei quattro stracci, li ho indossati, e sono sceso dabbasso per vedere se potevo fare qualcosa per far cessare il rumore.Scendendo le scale del fatiscente palazzo ove dimoro, mi sono accorto di quanto puzzassi, il lezzo mi precedeva per poi superarmi ed investire in pieno il mio sviluppatissimo olfatto – sapete, quando si cerca del cibo buono tra l’immondizia, bisogna saper annusare -.

Appena sotto una giovane donna salutava degli uomini ubriachi, anche lei era ubriaca, e barcollava pietosamente muovendo i suoi passi privi di qualsiasi forma di grazia. La donna era molto bella, quasi istintivamente mi passavo la mano tra i capelli ma subito sorridevo di me: mai e poi mai in quel momento avrei potuto raggiungere una donna del genere, stava troppo in basso. L’indomani invece sarebbe stata troppo in alto: inscatolata nel suo tailler si sarebbe arrampicata con gli scomodi tacchi a spillo su per il marciapiede dove chiedo l’elemosina ogni mattina, e magari mi avrebbe lasciato una monetina, per fare vedere la sua generosità d’alto rango… era proprio quella della banca, nessun dubbio, una donna di gran classe.

Ma perchè mai, in questa città, gli esseri umani mutano in così disdicevole forma nelle ore notturne?

Tutta la via era sgombra, il silenzio dominava, una buona occasione per fare quattro passi tra i palazzi storici del centro. Anche io mi arrampico sui marciapiedi, ma lo faccio con delle scarpe senza suola e con la grazia di un ratto di fogna; un tempo volevo nascere ricco, per non dovermi sforzare di trovare un lavoro decente, per potermi avvicinare alle donne senza che queste provassero ribrezzo per il mio aspetto trasandato, adesso, a 35 anni suonati, mi piaccio per come sono, forse è solo rassegnazione, forse è la saggezza dell’età adulta che mi ha portato a riconsiderare il vero valore delle cose.

Camminando incrocio un uomo alto, anche lui barcolla, anche lui è chiaramente ubriaco… di solito non lavoro la notte ma ho pensato di chiedergli qualche spicciolo, lui mi ha allungato una banconota da 5€ e allora ho pensato: dovrei lavorare di notte, perchè di notte sono tutti ubriachi e buona parte di questi strani individui diventano straordinariamente generosi sotto l’effetto dell’alcool.

Sapete, anch’io ho avuto una donna molto tempo fa, non so perchè ma ho cominciato a pensare a lei. Era bella, molto bella, veniva da un quartiere di case popolari e suo papà la picchiava molto spesso, mi ricordo che una volta l’ho aspettato sotto casa: ero forte e pericoloso a quei tempi, avevo 20 anni, e lui era ubriaco. L’ho aspettato con una catena tra le mani, quella che usavo per la bicicletta, gli ho sferrato un colpo sulla testa, e poi un altro, e un altro ancora, il pover uomo era a terra e sanguinava, e così ho ben pensato di tirargli un paio di calci sulle costole. La lezione poteva bastargli, gli ho detto all’orecchio di non toccare più sua figlia e me ne sono andato. L’indomani lei mi ha lasciato, mi ha detto che ero un animale e che non voleva stare con uno come me. Aveva ragione, in quegli anni ero davvero un animale.

L’anno seguente sono partito: uno zaino sulle spalle con dentro l’essenziale, il mio fedele cane al seguito e tanta voglia di conquistare il mondo. Ho fatto un pò di soldi in giro chiedendo l’elemosina, e con quello che avanzava dalle spese per il cibo ho comprato una Excelsior rosso fuoco, non che sapessi suonare la fisarmonica ma era uno strumento che mi affascinava. Ho passato i mesi seguenti a strimpellare senza sosta e dopo un pò ho deciso di incentivare la mia raccolta fondi attraverso la fornitura di un servizio. Suonavo e cantavo ai ristoranti, la gente storceva il naso e mi dava qualche spicciolo, così mi levavo di torno.

Anch’io ho avuto una mamma ed un papà sapete, erano persone splendide, mai una bastonata, mai un rimprovero… forse avrei fatto una vita diversa se fossero stati meno buoni con me.

C’è stato un solo amico nella mia vita, adesso è in Australia, vive con la sua donna, si è sposato e ha avuto dei figli, ogni tanto ci scriviamo, ogni tanto mi manca,

Ho lavorato per molti anni dopo essere tornato dal viaggio, non era un gran lavoro, ma mi dava di che mangiare e qualche spazio per il divertimento. Un giorno ho picchiato il mio capo, ripeteva sempre che ero un buono a nulla e che mi avrebbe licenziato, e così gli ho piantato un bel pugno sul naso e me ne sono andato. La polizia ha bussato alla mia porta l’indomani e qualche settimana dopo mi sono ritrovato in tribunale. C’era una donna bellissima che parlava in mia difesa, una donna che non avevo mai visto ubriaca la notte. Mi sono innamorato e gliel’ho detto, ma lei ha riso… da quel giorno non ho più guardato negli occhi le donne.

E’ una notte calda, l’estate si sta avvicinando… col caldo alcune persone vanno fuori di testa, sulle strade aumentano gli incidenti e gli ospedali si affollano di depressi che chiedono pillole che gli restituiscano la felicità. Io non ho mai avuto bisogno di alcuna pillola, la felicità non mi interessa, mi basta evitare la tristezza e la disperazione.

Sant’Agata al carcere è una bella chiesa, mi fa ribrezzo il solo pensare che prima fosse il carcere dove alla povera donna furono strappate le mammelle, non riesco ad immaginare il dolore che si può provare e le conseguenze per la mente di una donna. Una volta sono entrato e ho posato i miei piedi sulle orme della santa, vicino all’altare del Crocefisso… per un breve attimo ho avvertito il desiderio di cambiare strada, ma il rimprovero del prete di turno mi ha fatto immediatamente rinsavire.

A volte mi chiedo perchè ho fatto questa scelta, ma non sono mai riuscito a rispondermi, anche perchè non so esattamente quale sia stata la scelta. Di certo non volevo essere come loro, belli di giorno e ubriachi di notte, e così sono diventato un parassita, una di quelle figure scomode che i vigili fanno sgombrare dai marciapiedi.

Adesso torno a casa, il sole sta spuntando ed io non ho ancora bevuto il mio ultimo bicchiere di assenzio.

Buona notte

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

2 Commenti

  1. Se fossi bravo a scrivere come te, forse con un sol commento batterei in lunghezza e contenuti ogni tuo post, ma te sei sempre stato quello bravo a scrivere e suonare.. ed io quello bravo a non ho ancora capito cosa… un pò andante e un pò ancora in me, e in piena lotta con una zanzara, ricordo assieme a te gli ultimi giorni. Io il lavoro l’ho mollato molto prima di te… tu odiavi il capo, io odiavo la necessaria e vitale indispensabile voglia di esserte fighi al lavoro, con un bel vestito, movenze da porcello desideroso di ricchezze e fama e tutto il condimento attorno…. in versione giovanile direi “che palle!” Ma in fondo perchè rimanerci? L’ho vista crescere e diventare milionaria… beata lei.. l’azienda intendo!! Ma per me? mbah! una società, s.p.a. o s.r.l, ma che vuoi che sia, un posto come un altro dove ti danno qualche soldo tanto per ripagarti il disturbo di alzare il tuo bel culetto dal letto ogni mattina… adesso sono ancora in cerca di qualcosa da fare, ma di preciso non so cosa. Forse da piccolo dovevo fare qualcosa di diverso, non so, il fotografo! chissà che non mi riusciva bene! Poi cosa potrebbe esserci? Vediamo… così su due piedi ricordare un pò tutto e tenere testa alle cose che hai scritto… uhmmm… la donna! che te chiami donna ed io preferisco chiamare ragazza! è qui con me.. ci sta da tanto qui con me.. tanti anni ed ancora riesce a volare sopra i miei difetti, a guardarli e trasformarli in qualcosa di divertente! ma come fa?? tu l’hai conosciuta, magari dal di fuori l’avrai capito meglio di me!
    mi fermo qui… avrei da riversare in questa piccola finestrella molto più, ma come ho detto non sono bravo a scrivere… forse neanche a parlare… spero di essere bravo a porgere una mano, quando ti reincontrerò seduto sul marciapiede e ti dirò di tornare a lottare per fare diventare il più possibile reale ogni sogno che hai.. in bocca al lupo per tutto grande amico!

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