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Ground control to major Tom

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Space Oddity è probabilmente uno dei brani più visionari e futuristici del duca bianco dove ogni nota della canzone originale è irripetibile ed unica, come buona parte della musica di quegli anni dove non avevano ancora i sequencer e lavoravano sugli edit tagliuzzando pezzi di nastro.

Qualche tempo fa sono rimasto letteralmente incantato dall’interpretazione che ne ha dato l’astronauta Chris Hadfield… e non parlo tanto della musica, nè del modo di cantare, piuttosto del fatto che… diamine… l’ha registrata a bordo della stazione spaziale internazionale, proprio quel sogno luccicoso e plastico che Bowie riusciva ad evocarmi quand’ero ancora adolescente e mi sarebbe piaciuto andare nello spazio ove nessun uomo fosse giunto prima.

Colgo l’occasione della notizia che da domani il video non sarà più disponibile su YouTube per motivi di licenza così ne approfitto per farmene un backup sul mio blog e vedermi, quando voglio, quest’uomo che si diverte a cantare uno dei miei pezzi preferiti come il maggiore Tom che qui è davvero un astronauta e non la metafora di un uomo che si sente solo e che sta per perdere il controllo.

Riporto anche un’interessante interpretazione di Good Vibrations sul pezzo:

Il brano, che potremo tradurre come “Bizzarria (o stranezza) spaziale”, è del 1968, lo stesso anno del famoso viaggio dell’Apollo 11 sulla Luna, cosa che ha fatto credere a molti critici e giornalisti che l’ambientazione spaziale della canzone fosse derivata proprio da quell’avvenimento. Tuttavia non fu così:

In Inghilterra hanno sempre pensato che avessi scritto il pezzo ispirandomi all’atterraggio spaziale, proprio perché l’argomento era particolarmente di attualità in quel periodo. Ma in realtà non era vero. Scrissi il pezzo dopo aver visto “2001 Odissea nello spazio”, un film che trovai meraviglioso. Fui davvero colpito quando lo vidi, fu proprio una rivelazione per me. Da lì la canzone fluì.

Protagonista del brano è il Maggiore Tom, astronauta fittizio in partenza per il suo viaggio spaziale. La canzone inizia proprio con un dialogo fra il Maggiore e il Centro di Controllo.

Centro di Controllo a Maggiore Tom,
Prendi le tue pillole di proteine e mettiti il casco.

Centro di Controllo a Maggiore Tom
comincia il conto alla rovescia,
accendere i motori,
controllare l’accensione
e che Dio ti assista.

Come sottofondo a questo dialogo sentiamo un conto alla rovescia (0:42) che, giunto a zero, da il via libera per la partenza (1:04). Dopo una serie di suoni e rumori dissonanti la canzone esplode, a comunicare il senso della partenza andata a buon fine e di un’avventura che inizia: adesso è l’intera band a sostenere ritmicamente Bowie, il volo è perfettamente riuscito:

Qui è il Centro di Controllo
a Maggiore Tom,
Ce l’hai proprio fatta!
I giornali adesso vogliono sapere per che squadra tifi!

Poco dopo Tom esce dalla capsula e inizia a galleggiare nello spazio:

Sto uscendo dalla porta
E sto fluttuando nello spazio
in un modo davvero singolare
E le stelle hanno un aspetto molto diverso oggi.

Perché qui
Sono seduto su un barattolo di latta [la sua astronave],
Lontano, sopra il mondo,
Il pianeta Terra è blu (triste)
E non c’è niente che io possa fare

Il Maggiore Tom guarda la Terra e le stelle da una diversa prospettiva, e l’immensa distanza lo fa sentire impotente: non c’è niente che Tom possa fare per il mondo. Poco dopo si consuma la tragedia (3:20):

Centro di Controllo a Maggiore Tom
Il tuo circuito è andato,
c’è qualcosa che non va
Puoi sentirci, Maggiore Tom?
Puoi sentirci, Maggiore Tom?

La Terra perde i contatti con il Maggiore, il circuito va in avaria. Tom è condannato a vagare nello spazio totalmente solo con la sua profonda sensazione di impotenza:

Sono qui che galleggio
attorno al mio barattolo di latta.
Lontano, sopra il mondo,
Il pianeta Terra è blu (triste)
E non c’è niente che io possa fare.

La canzone, suggestionata dalle immagini del celebre film di Kubrick, sembra affrontare un dramma profondamente umano: il rapporto fra l’uomo e il mondo, fra l’io e la realtà, un rapporto che parve irrealizzabile a Jean Paul Sartre:

“Le mie mani, cosa sono le mie mani? La distanza incommensurabile che mi divide dal mondo degli oggetti e mi separa da essi per sempre”.

Il mondo al Maggiore Tom appare grande, immenso, forse un po’ triste (se intendiamo la parola blue nella sua doppia valenza), ma in fondo indifferente; un mondo nei confronti del quale non solo si sente ben poca cosa, ma su cui crede sia impossibile incidere: “Non c’è niente che il Maggiore Tom possa fare per il mondo…”

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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