Aspettandoti…

su Diario

Ecco, sta per succedere quello che tento sempre di evitare quando si chiude una relazione sentimentale, e cioè il classico desiderio di chi lascia di rivedere l’ex amato, nonostante la volontà dichiarata di voler lasciare le cose come stanno, nonostante ci sia un altro che inizia faticosamente a fare strada nella sua vita.

Io so che in fondo non ho desiderio più grande di rivederla, di sentire ancora il suo abbraccio intenso, so anche che la grande gioia che proverei nell’incrociare i suoi bellissimi occhi è ciò che domani mi consegnerà nelle mani di sentimenti contrastanti, se poi il nostro incontro dovesse lasciare inalterata la condizione attuale, sarà anche peggio.

Qualcuno dirà che predico bene e razzolo male: evitare ogni forma di contatto che non sia una dichiarazione esplicita di intenti è sempre stata la mia forza in questi momenti, tuttavia mi rendo conto che basta un’azione impulsiva e coraggiosa dell’altro, senza che sia necessaria una parola diversa da “Ho voglia di vederti”, da cadere nell’irresistibile morsa del godere di ogni momento la vita possa concedermi con lei, incurante di ciò che accadrà e di come mi sentirò quando andrà via.

Una cosa è certa, le posizioni rigide in fondo non mi si confanno, i miei tentativi di auto convincimento sono solo strutture fragili pronte a crollare davanti ad un suo sorriso, non c’è altro nei miei pensieri che la voglia di tornare a condividere con lei ogni cosa, perchè questa separazione mi sembra ogni giorno più assurda e crudele ed è inutile negarlo, è patetico credere che non sia così.

Ognuno di noi si abitua a qualsiasi cosa, ti abitui anche a subire ed il tempo ingiusto normalizza e regola ogni sofferenza facendoci morire anche cento volte, per poi resuscitare convinti di essere come prima, di non aver perso niente.

La cosa che mi spaventa di più? Un ritorno che non sia tale. Ebbene si, è giusto ammetterlo. Se decidessimo di tornare insieme potrei saltare giù in tandem col cielo in tempesta, ed è questo ciò che cerco di combattere con l’aiuto delle rigide regole sulla fine dell’amore, per evitare di partorire quella speranza che bruci nell’attimo di una sola notte insieme. Cerco di tenere i piedi ben posati sul terreno, ma basta distrarsi un attimo che già volteggio con in viso il sorriso più ebete che  possa immaginarmi addosso.

Bisogna spazzare, cambiare le lenzuola
pulire il bagno ed accendere un bastoncino d’incenso in ogni stanza.
Poi c’è da scegliere la musica
e che non sia la nostra canzone
sarebbe patetico
meglio qualcosa che potrebbe diventarlo.

Bisogna che strofini bene con quella spugna
nessun cattivo odore che venga dal mio corpo
deve pungergli il naso
per questo è utile un bagno caldo
con Hallelujah di Buckley che suona nell’altra stanza.

Occorre cambiare la lettiera dei gatti
pulire le loro ciotole
spazzolare Nemo e ripetere a Zoe di non miagolare troppo
è giusto che lei sappia
che so prendermi cura di chi amo.

Via le lenzuola dal letto
questa sera condividiamo il sonno
e voglio che si senta una regina
circondata dal fresco profumo di bucato

Un pò di disordine qua e là non guasta
per quanto possa cavarmela bene
deve sapere che la mia casa ha bisogno di lei
e così via lo spessore che tiene in piedi la cassettiera
l’aspirapolvere deve stare in corridoio
qualche libro di troppo sul comodino
e gli altri oggetti, tutti alla rinfusa in un angolino.

Adesso dovrei pensare a me
ripetere mentalmente alcune cose:
sei felice? Goditi quest’attimo,
forse passerà
non inquinarlo
un giorno lo ricorderai come l’ultima carezza
o forse sarai con lei
e ringrazierai di non essere fuggito

Inverno di Faber
ecco quello che devo fare
perchè senta dalla mia forte voce
quanto l’amo

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

9 Commenti

  1. Ciao Art,
    In questo caso mi trovo dalla parte del “perduto amore”…ti racconto brevemente la mia storia. Sono stata insieme ad un ragazzo 6 mesi, molto intensi, ci amavamo tanto anche se litigavamo spesso. Lui mi ha lasciato per una mia abitudine che non tollerava e subito mi ha chiesto di tornare insieme, ma io non ho accettato anche perché non ci saremmo visti per i prossimi 2 mesi. In questi mesi mi cercava nonostante gli chiedessi di non farlo poiché stavo lavorando e non volevo distrazioni. Al mio ritorno ci siamo visti e gli ho confessato di essere andata con un altro ma non aveva contato nulla per me. Da lì per due giorni non ne volle sapere di me dicendomi di aver escluso tutte le possibilità di tornare insieme. Ma non mi sono data per vinta e trascorrendo un po’ di giorni insieme ci siamo accorti di amarci ancora tanto entrambi. Lui mi ha chiesto di tornare insieme ma io nonostante lo amassi, l’ho lasciato perché eravamo troppo diversi. Passati tre mesi in cui mi sono frequentata con altre persone ho deciso di riscrivergli perché mi mancava. Cercavo di non pensarci ma la sua assenza aveva lasciato in me un vuoto che non riuscivo a colmare con niente e nessun altro. Accettó subito l idea di rivederci ma all’inizio io non gli ho detto che l’amavo ancora, che mi mancava…gli ho chiesto di vederci così da amici. Dopo un mesetto nel quale ci siamo visti (e finiti a letto ) e sentiti qualche volta gli ho confessato che l’amavo ancora e che volevo riprovarci con lui perché mi ero accorta che lui era tutto ciò che volevo . Ma lui era titubante invece, non voleva più vedermi. Alla fine mi diede un’altra possibilità ma era freddo e distaccato. Dopo tanti tentativi da parte mia di capirlo e sorprese varie mi ha mandata via dicendomi che lui ci aveva provato ma non mi amava più e non provava più niente per me. È possibile che mi abbia dimenticata così velocemente mentre io ancora lo amo? Oppure non vuole accettare il mio ritorno per principio ? Ora sono passata dalla parte del perduto amore al deluso e sto malissimo. Devo mettermi l’anima in pace ?
    Grazie

    • ciao cioccolatina :)
      I tira e molla non fanno mai bene alla coppia, specie se a subirli è solo uno :)… è probabile che il tuo lui si sia stancato o che non abbia più fiducia in te… in questo caso sta a te convincerlo del contrario e potrebbe volerci un pò di tempo da gestire con delicatezza
      Un abbraccio e buona vita

  2. Ciao Art torno a commentare delle tue riflessioni un po’ random a seconda delle mie ispirazioni….su questa tua riflessione mi chiedevo alcune cose….Questa tua voglia di rivedere l’ex amata non è stata frutto di un briciolo di gelosia per la sua nuova relazione forse? forse una voglia di dimostrare a te stesso che sei ancora capace di fare presa sui suoi sentimenti?
    Se sei stato tu a lasciarla e credi che rivederla ti avrebbe generato tutti quelle belle sensazioni allora perchè resistere? perchè andare contro la volontà del cuore? pensi davvero che una storia finita non possa ricominciare magari in maniera più matura? credi che sia più probabile imbattersi nelle varie forme di fenomenologie dei ritorni dettati da sentimenti che non possiamo chiamare amore? in fondo secondo me se due persone lo vogliono si può sempre ricominciare….e non dico continuare ma ricominciare.
    Lo so forse mi aggrappo a delle speranze che non mi aiutano affatto…non ho ancora trovato la via giusta. Il mio caso è ovviamente di trovarmi nei panni di colui che è stato abbandonato e vorrei tanto che lei potesse fare le riflessioni che ho letto qui su questa pagina….ma so che se le facesse non troverebbe mai il coraggio di chiedermi di rivederci, un po’ per i suoi sensi di colpa, un po’ per il suo carattere fortemente decisionista che quando decide una cosa è quella punto. E so già che purtroppo prima o poi sarò io a cascare ai suoi piedi chiedendole di rivederci ma dovrò fare questo solo quando avrò trovato la tranquillità d’animo di affrontarla con la giusta pace interiore e senza doppi fini… e non so quanto tempo ci vorrà…
    Grazie Art buon anno ;)

    • Ciao Mal d’amore… buon anno in ritardo anche a te :)
      E’ difficile dire se un ritorno può essere autentico o dettato dall’abitudine ad essere amati… ho conosciuto persone che sono tornate indietro fino a 4 o 5 volte, ed ognuna di queste sembrava sincera e motivata dalla voglia di ricominciare… oggi ho capito una cosa, quando si torna indietro lo si deve fare seriamente e cioè con la promessa verso te stesso di cambiare radicalmente l’abitudine di vita col partner… mi spiego meglio: se ci si lascia significa che ci sono dei motivi alla base… se si torna indietro significa che l’amore c’è ma il problema che ti ha separato dall’altro continua a rimanere a meno di non risolverlo in maniera decisa. Ad esempio: se lei voleva che vi sposaste e tu no ed alla fine avete finito per lasciarvi, è possibile che lei torni indietro perchè ancora innamorata, ma quel bisogno lo terrà sempre dentro fin quando non si ripresenterà… adesso è molto difficile cambiare la propria testa e il proprio modo di vedere le cose, quando io ho scritto questo post credevo che ci fosse ancora un futuro per noi però avevo deciso che per tornare indietro lei doveva mollare la sua città e trasferirsi da me (la causa che ci aveva allontanati)… sembrava potesse accadere, ma in realtà era una cosa troppo grande e lei ha preferito investire in altro…
      In sostanza Mal d’amore il concetto è questo: puoi fare tutte le riflessioni del mondo ma ciò che allontana le persone spesso lo fa in maniera definitiva e sulla quale possiamo farci poco o niente, noi crediamo che l’amore possa superare tutto ma non è così, in realtà i nostri muri interiori sono in grado di fermarlo… eccome.

      Un forte abbraccio e a presto

      • I nostri muri interiori sono in grado di fermare l’amore…credo tu abbia detto una grande verità. E credo che questi nostri muri interiori siano assimilabili al nostro egoismo o forse al nostro modo di vedere le cose che non per forza vuol dire essere egoisti ma magari spesso si cerca di imporre il nostro modo di vedere le cose all’altro perchè ci sembra la cosa più giusta, la cosa migliore.
        Vorrei lasciarti con un passo di un libro, che mi permetto di consigliarti:

        L’amore erotico, per essere vero amore, richiede una condizione: che io ami
        dall’essenza del mio essere, e “senta” l’altra persona nell’essenza del suo
        essere. Nell’essenza, tutti gli esseri umani sono identici. Siamo tutti parte di
        Uno; siamo Uno. Partendo da questo principio, non ha importanza chi
        amiamo. L’amore dovrebbe essere essenzialmente un atto di volontà, di
        decisione di unire la propria vita a quella di un’altra persona. Questo è, in
        verità, ciò che di razionale v’è dietro il concetto
        dell’indissolubilità del matrimonio, com’è dietro molti matrimoni
        tradizionali, in cui due sposi non si scelgono tra loro, ma vengono scelti l’uno
        per l’altro, e che tuttavia ci si aspetta che si amino. Nella civiltà occidentale
        moderna questo concetto appare falso, nel suo insieme. L’amore dovrebbe
        essere una reazione emotiva, spontanea, un sentirsi improvvisamente uniti
        da un sentimento irresistibile. Sotto questo aspetto, si vedono solo le
        caratteristiche dei due esseri coinvolti, e si dimentica il fatto che tutti gli
        uomini sono parte di Adamo, e tutte le donne parte di Eva. Si trascura un
        fattore fondamentale, nell’amore erotico: quello di volere. Amare qualcuno
        non è solo un forte sentimento, è una scelta, una promessa, un impegno. Se
        l’amore fosse solo una sensazione, non vi sarebbero i presupposti per un
        amore duraturo. Una sensazione viene e va. Come posso sapere che durerà
        sempre, se non sono cosciente e responsabile della mia scelta?
        Tenendo conto di questi elementi, si arriva alla conclusione che l’amore è
        essenzialmente un atto di volontà, e che di conseguenza non importa chi ne
        sia l’oggetto. Sia il matrimonio combinato da altri, sia esso il risultato di una
        libera scelta, basterebbe un atto di volontà a garantire la durevolezza
        dell’amore. Questo punto di vista sembra non tener conto del carattere
        paradossale della natura umana e dell’amore erotico. Tutti noi siamo Uno,
        eppure ognuno di noi è un’entità unica, separata. Nei nostri rapporti col
        prossimo si ripete lo stesso paradosso. In quanto Uno, possiamo amare tutti
        nello stesso modo, nel senso di amore fraterno. Ma in quanto esseri distinti,
        l’amore erotico esige prerogative strettamente individuali, che esistono tra
        determinate persone, e non certo tra tutte.
        Entrambi i punti di vista, perciò, sia quello dell’amore erotico inteso come
        attrazione strettamente individuale tra due persone, sia quello dell’amore erotico considerato come un atto di volontà sono fondati, o meglio la verità
        non è né questa né quella. Di conseguenza, il concetto di un rapporto che si
        possa facilmente troncare se fallisce, è altrettanto errato del concetto che tale
        rapporto non possa mai essere troncato.

        “L’arte di amare” – Erich Fromm

        • mal d’amore
          conoscevo questo passo di Fromm che condivido in pieno
          L’errore della società occidentale riguardo l’idea di amore credo nasca dall’indottrinamento cattolico che ci porta ad una eccessiva idealizzazione del sentimento… gli esseri umani sono pieni di difetti ed è ingenuo aspettarsi che la persona che amiamo possa ricambiare il nostro amore incondizionatamente come può fare una divinità… appunto per questo bisogna essere consapevoli che amare dev’essere anche un impegno e di conseguenza accettare che non tutti sono in grado di accollarselo, da qui si evitano le dipendenze affettive che portano a sentirsi perduti senza l’altro e a vivere la vita insieme senza portare l’altro a sentirsi in gabbia o farlo vicendevolmente.
          Un abbraccione e buona vita

      • Ciao Art, scusa se invado il tuo blog con commenti ai vari capitoli, ma mi ci sono trovata subito bene, sembra un nido protettivo per chi è un sofferente dei sentimenti.
        un piccolo commento ad ‘Aspettandoti…’, premetto che mi sono venute le lacrime agli occhi leggendo. E’ verissimo quel che dici: l’incontro casuale, il tono piu’ amichevole del solito puo’ far venire la tachicardia e sovvertire ogni buon proposito di distacco totale. Mi interesso di psicologia e molte persone amiche mi confidano i loro segreti/sofferenze. Vedo molti finti ritorni in giro: gente che vuol solo verificare ‘se sei ancora lì dove ti hanno lasciato/a’, attentando così alla tranquillità postdistacco che faticosamente stai costruendo. Poi ci sono quelle/quelli che si sforzano di essere gentili per non passare socialmente e con se stessi per senzacuore/bastardi. Lì è l’apoteosi: una mia amica dopo anni di tira e molla da parte del partner, a conclusione dell’ultimo ‘licenziamento’ si è sentita dire ‘Ma su dai, perché sei così triste, e sorridi no? Vieni che prendiamo un caffé al bar’. Non c’è niente di peggio della pietà da parte di chi lascia, fa sentire nudi nella neve nella propria sofferenza.

        • CIao Panterosa… di cosa ti scusi?! :) Per me è solo fonte di soddisfazione sapere che questo è uno spazio partecipato anzichè una sterile e solitaria pagina abbandonata nel mare di Internet.
          Riguardo quello che scrivi col tempo ho capito che ognuno ha la sua sensibilità e che a volte le colpe sono anche di chi viene lasciato: chi ti abbandona può essere uno strafottente che se ne frega o uno a cui dispiace far soffrire l’altro, comunque chi viene lasciato ha il dovere di autotutelarsi, ci può cascare una o due volte ma alla fine bisogna rendersi conto che se non vogliamo la pietà di chi ci lascia dobbiamo essere i primi a distaccarci per quanto faccia male.
          Un forte abbraccio e buona vita :)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.